Curiosità dal web Rivista — 18 novembre 2013

I classici, sono classici per una ragione, e mentre alcuni sono sopravvissuti nei secoli, altri, anche se belli, sono stati dimenticati. “TMN” ha stilato una lista dei 100 libri più belli mai scritti. Alcune osservazioni: più o meno la metà di questi autori, sono donne; gli scrittori vivi sono esclusi, e sono menzionati molteplici primi romanzi.

Il primo libri è “Ravenshoe” di Henry Kingsley. Egli era considerato la pecora nera della famiglia. Descrive la storia di un eroe che combatteva contro le forze russe, nel 1854. Dal libro ne è stata tratta anche una serie, Macmillan.

“La vita da ragazza e da sposa di Mary Powell” di Anne Manning. È considerata una satira amara, include delle illustrazioni molto affascinanti.

“Valentine Vox”, di Henry Cockton. Questo scrittore è stato influenzato da Charles Dickens. Il romanzo parla di un ventriloquo che usa la sua abilità per fare degli scherzi, infatti è sul genere comico.

“Corinna o l’Italia” di Madame de Stael, scrittrice di opere teatrali, romanzi, saggi, critica letteraria, poesia e varie memorie. La sua opera ha segnato l’inizio del romanticismo, prima di Byron e Shelley. Corinne, è una storia d’amore tra Oswald Nelvil e una bella poetessa.

“Il castello di Otranto” di Horace Walpole. È considerato il primo romanzo gotico, ma spesso messo in ombra dalle opere di Poe e Bram Stoker Dracula. L’autore ha pubblicato il romanzo privatamente, sotto pseudonimo.

“Le avventure di Susan Hopley” di Catherine Crowe. Il libro parla di una serva molto intelligente che ha risolto un crimine. È scritto con grande semplicità, ma molto pathos.

“La guerra Santa” di John Bunyan. È un classico, allegorico. È diventato il libro inglese più letto dopo la Bibbia. Il libro si svolge nella bellissima città di Mansoul. Il sovrano malvagio inganna Mansoul, re del Shaddai, e così la città diventa un focolaio del peccato.

“Notizie da nessun luogo” di William Morris. Ambientato nel 2102 in Inghilterra, tratta di una società pastorale ideale nata fuori dalla rivoluzione. È come se fosse un sogno a metà tra “Brave New York” e “1984”.

“Rasselas” di Samuel Johnson. Questo romanzo è spesso messo a confronto con “Candide” di Voltaire, ma Rasselas si concentra molto di più su un’unica domanda: potremo mai essere veramente felici? Racconta di alcune avventure di un principe irrequieto, che lascia la sua patria per cercare di imparare di più sulla condizione umana.

“Evelina” di Fanny Burney. È il suo primo romanzo, pubblicato in forma anonima, ed ha fatto di tutto per nasconderlo al padre, dato che a quel tempo le autrici erano ancora una cosa radicale. Raccontata dal punto di vista di una ragazza di 17 anni che tenta di entrare nella società londinese, Evelina condivide una visione comica dei ricchi e le lotte che la giovane donna deve affrontare durante le sue giornate. Alcuni hanno paragonato questa scrittrice a un’altra autrice, molto famosa, Jane Austen.

Francesca Macchiarini

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