Curiosità dal web Rivista — 03 marzo 2014

Il maghetto che tutti conosciamo ha fatto grandi cose per far accettare sempre di più gli occhiali ai bimbi. Una delle caratteristiche di Harry Potter è proprio quella di avere degli occhiali da vista.

Quali libri però fanno provare sensazioni positive ai ragazzi sul portare degli occhiali? Vediamo…

J.K. Rowling non ha creato nessun problema attorno agli occhiali di Harry Potter. Inoltre ha giocato bene sulla situazione economica del mago, che non avendo molti soldi, usa dei normalissimi occhiali che tutti possono comprare ed indossare. La Rowling ha giocato un ruolo fondamentale, più di altri, sotto questo punto di vista. Harry Potter, infatti, a Hogwarts non viene mai preso in giro, non gli viene mai detto niente sul fatto che indossa degli occhiali, anzi, sono altre le ‘stranezze’ che lo fanno essere uno dei maghetti più chiacchierati della scuola.

Prima di Harry Potter c’è un altro libro famoso, scritto dal premio Nobel per la letteratura 1983, William Golding, “Il signore delle mosche”: anche in questo romanzo il bimbo protagonista porta un paio di occhiali, simili a quelli del mago, economici e molto semplici. Ma prima di questi romanzi ci sono stati ancora altri libri che fanno risaltare l’occhiale da vista.

Un altro libro è quello di Dani Laurent, “Il tasso con gli occhiali”, proprio perché il buffo tasso indossa gli occhiali. Vive la sua vita tranquillamente, fino a quando un giorno non trova più i suoi occhiali, non riesce più a vedere niente e comincia così a disperarsi, e piange. Il libro prosegue con l’incontro della vicina di casa, che indossava… proprio quegli occhiali. Così lei deve spiegargli cosa era accaduto: da anni ormai di nascosto gli prendeva gli occhiali, dato che non ci vedeva nemmeno lei come lui. I due diventano così amici, e arrivano ad un accordo. Anche questo libro mostra come non sia assolutamente un problema portare gli occhiali, anzi, proprio da questo fatto può nascere anche un’amicizia.

Questa è una favola, “Una bambola con gli occhiali”, di M. Cristina Cesa. E’ il racconto di padri e figli a confronto di generazioni. Ci sono elementi molto semplici, un padre che si preoccupa della figlia che deve portare gli occhiali, un artigiano che costruisce degli occhiali per le sue bambole. In una notte la bimba deve uscire di casa insieme ai genitori di fretta e furia, non potendo così portare la bambola con sé. Dopo anni la ritrova e potrà metterle quegli occhiali che aveva tenuto con sé, fatti apposta per la bambola. Una storia semplice, che ruota intorno a degli occhiali, per una bimba e per una bambola.

Un altro libro, “Da oggi sono felice” di Sarah Weeks. Una bambina che un giorno deve mettersi degli occhiali, grossi e gialli, e da quel momento non si piace più. Non riesce più a guardarsi allo specchio, litiga con la madre, con la migliore amica, fino a che un giorno non incontra Pulce, re-delle-Allegrie. Comincia a sorridere di nuovo, indossando gli occhiali.

Sappiamo che portare gli occhiali da vista a volte può portare a delle prese di giro, sappiamo quali sono alcuni appellativi dati a chi li indossa, ma tramite questi libri il bambino si può sentire più a suo agio, vedendo questo “problema” come una semplice componente della vita.

Francesca Macchiarini

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(3) Readers Comments

  1. Aggiungo Ignazio che non ci vedeva bene di Bacchilega http://mammamogliedonna.it/2013/10/ignazio-che-non-ci-vedeva-bene.html

  2. Aggiungo Ignazio che non ci vedeva bene di Bacchilega http://mammamogliedonna.it/2013/10/ignazio-che-non-ci-vedeva-bene.html

  3. Tra i personaggi della Letteratura per ragazzi, che portano gli occhiali, mi piace ricordare TOTTA, la sorellina di Giulietta personaggi de IL DIARIO DI GIULIETTA, romanzo di GIANA ANGUISSOLA. Eccone la descrizione introduttiva:
    “…..apparve l’altra sorella, Totta, bionda come Puppo, il naso sparso di lentiggini come il suo, i treccini irti, gli occhiali cerchiati di metallo bianco, con cui correggeva un piccolo difetto della vista, in mano.”

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