News Rivista — 01 marzo 2013

Una delle pietre miliari nella genesi del romanzo moderno ha ritrovato vita grazie alla pubblicazione di Einaudi con la traduzione di Gianni Celati. Stiamo parlando dell’Ulisse di Joyce. Era il 29 Luglio 2012 quando fu annunciato il progetto in un’intervista al Sole 24Ore rilasciata dallo scrittore e professore di origini bolognesi. Ora è tutto completato.

Celati ha accettato quello che ha definito “il disordine delle parole” di Joyce, ed ha mantenuto la musicalità del romanzo.

L’Ulisse è un libro in cui la musicalità è l’aspetto decisivo per tutti i rilanci, deviazioni, sorprese, iterazioni monologanti. È un libro scritto da qualcuno che doveva diventare un tenore, e aveva ciò che i musicisti chiamano “l’orecchio assoluto”; e infine un autore che ha saputo ritrasmettere sulla pagina questa speciale forma di percezione che è la musica, al di là del senso oggettivo e assertivo delle parole.”

Gianni Celati, che per quasi vent’anni ha lavorato alla traduzione del capolavoro, verrà omaggiato nella sua città natale, Bologna, fino a novembre. Prima di trasferirsi in Inghilterra lo studioso ha insegnato presso il Dams e dopo 76 anni dalla nascita gli viene dedicato: “La dispersione delle parole”. Questo il titolo della manifestazione che ospiterà letture, incontri e mostre sul lavoro dello scrittore e traduttore.

L’intero progetto è stato promosso dal Comune e curato da Ermanno Cavazzoni e Jean Talon.

La cultura si perpetua e la sua gloria ricopre chi gli dedica tempo e vita.

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