Approfondimenti Rivista — 06 novembre 2012

Immaginate Picasso che mostra il suo ultimo eccentrico lavoro mentre Hemingway si rompe la testa su un capitolo che proprio non vuole saperne di concludersi;immaginate le locande nel boulevard Saint-Germain-des-Près nel dopoguerra brulicanti di intellettuali e risonanti di un artistico silenzio o di risa non troppo sobrie. Come Woody Allen ci ha mostrato il quartiere ai tempi del suo splendore in “Midnight in Paris”, ora un altro grande non del cinema, non della letteratura, bensì della moda tenta di riportare Parigi agli annèes folles. La storica maison Louis Vuitton apre infatti al 170 di Buolevard Saint-Germain il suo primo salone letterario.

Il successo della “rivendicazione intellettuale” era già cominciato quando la chiusura della boutique Dior aveva permesso al locale di ridiventare una libreria, ma in questo caso si è trattato di un aut aut. Al contrario l’azienda famosa per il suo monogramma si propone di conciliare la moda e la classe alla cultura letteraria, tentando di dimostrare che per ritenersi al passo con i tempi le donne parigine non devono necessariamente avere come esempio d’intellettuale Paris Hilton. Posizionato tra il Cafè de Flore e Les Deux Magots il salone temporaneo, inaugurato il 18 Ottobre scorso, ospiterà ogni settimana incontri con artisti ed intellettuali. Gli eventi saranno accessibili solo su invito ma comunque disponibili sul web. “L’Ecriture est un voyage “(così è stato battezzato il salone) è fornito di una biblioteca ideale e da sfoggio della sua raffinatezza attraverso le cinquantuno tavole originali di Ed Ruscha che illustrano “On the road” di Jack Kerouack. La scelta delle tele rientra nella tematiche della lotta che anche gli intellettuali contemporanei fanno per “riconquistare” il quartiere. La risposta di Vuitton alla polemica contro le maison di moda che invadono la rive gauche è la tentata combinazione di due mondi apparentemente inconciliabili: in fondo un bauletto di tela canvas può contenere un libro. E se qualche fashion victim volesse dedicarsi alla lettura ma con stile, il 31 Dicembre 2012 alla chiusura del salone, Louis Vuitton inaugurerà al 6 di Place Saint-Germain-des-Près la prima boutique monomarca di articoli di cartoleria firmati con le iniziali del colosso.

Se il salone letterario è solo una delicata e nobile strategia di mercato o se i Francesi sentono davvero il bisogno di tornare ai vecchi tempi, questo non potremo mai saperlo realmente. Comunque la maison con il suo progetto ha pubblicizzato l’arte e promosso la lettura usando le armi a sua disposizione. La moda è un’arte, forse il contesto che la circonda negli anni è mutato a tal punto da far sembrare chi la segue incapace di conciliarla con una vita da intellettuale. La strategia di Louis Vuitton mira soprattutto a ridare dignità alla figura della casa di moda in generale, perché pelle, seta e parigine non sono necessariamente simboli di una malsana mondanità. Anche se il successo del progetto gioverà al marchio, se qualcuno vorrà comprare una cover con rifiniture in oro dovrà pur comprare un libro da metterci dentro!

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