Approfondimenti Rivista — 29 marzo 2016

In un’epoca in cui gli chef stellati sembrano aver monopolizzato il palinsesto televisivo, attraverso ripetute sfide ai fornelli, il cibo e l’idea stessa di cultura enogastronomica sono in continua evoluzione. Da Masterchef a Cucine da incubo, i programmi televisivi sul cibo e sulla cucina aumentano di giorno in giorno. Se accendete la tv, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

La letteratura non è da meno. Non sono rari i casi in cui anche gli scrittori si cimentano nella descrizione di pasti – alcuni prelibati, altri meno raffinati – che accompagnano la loro vita e quella dei personaggi dei loro romanzi. Da Joyce a Camilleri, in molti casi gli scrittori riescono a descrivere in maniera sublime e minuziosa pietanze succulente e pranzi sontuosi, dei quali a volte si può leggere persino la ricetta dei cibi preparati, e ci consentono di assaporare le stesse sensazioni dei protagonisti del racconto.

Uno dei romanzi più celebri del Novecento, l’Ulisse di Joyce, inizia proprio illustrando le preferenze culinarie del protagonista: «Mr Leopold Bloom mangiava con gran gusto le interiora di animali e di volatili. Gli piaceva la spessa minestra di rigaglie, gozzi piccanti, un cuore ripieno arrosto, fette di fegato impanate e fritte, uova di merluzzo fritte. Più di tutto gli piacevano i rognoni di castrato alla griglia che gli lasciavano nel palato un fine gusto d’urina leggermente aromatica».

Degno di nota è il filone dei cosiddetti “romanzi golosi” o “gastronomici”, ovverosia quei testi che affidano al palato un ruolo centrale. Autorevole precursore del genere, pur trattandosi di un libro di memorie, può essere considerato il libro di cucina di Alice B. Toklas, I biscotti di Baudelaire, dove l’autrice racconta le vicende di scrittori e artisti che gravitavano attorno alla vita di Gertrude Stein e alla propria, tra cui Hemingway, Fitzgerald e Sherwood Anderson, descrivendone le eleganti cene preparate nelle diverse occasioni. Tra questi libri possiamo annoverare Il grande dizionario di cucina di Dumas, una vasta raccolta di menù e pranzi memorabili: un testo ricco di numerose ricette culinarie, dai “pomodori alla Grimod de la Reynière” alla “insalata di tartufi bianchi del Piemonte”.

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