News Rivista — 29 agosto 2013

Ultimi giorni di preparazione per i circa 115 mila diplomati che hanno deciso nel 2013 di iscriversi ai corsi di laurea ad accesso programmato a livello nazionale. Da settembre cominciano i test d’ingresso.
I primi a partire sono gli aspiranti veterinari (10.812 iscritti), martedì 3 settembre. Il giorno successivo tocca alle professioni sanitarie, il 9 a Medicina e Odontoiatria e il 10 ad Architettura.
Il drappello più numeroso è rappresentato anche nel 2013 dai potenziale camici bianchi: 84.165 iscritti ai test per 10.157 posti disponibili, circa 15 mila domande in più rispetto al 2012.
Per tutti 60 domande e un massimo di 90 punti (1,5 punti per ogni risposta esatta, 0,4 per ogni risposta sbagliata, zero punti per ogni risposta non data). La soglia minima per il superamento del test è 20 punti.
Ma nel 2013 entra in gioco anche il cosiddetto Bonus maturità: da uno a 10 punti in relazione al voto ottenuto all’esame di Stato a condizione che lo stesso sia non inferiore all’80esimo percentile della commissione d’esame.
Entro il 30 agosto il ministero dell’Istruzione deve pubblicare su Universitaly il voto corrispondente all’80esimo percentile in ciascuna commissione d’esame per consentire ai ragazzi di calcolare se possono contare su questi punti extra.
Un meccanismo complesso, quello del bonus maturità, sul quale sta lavorando una commissione ai fini di una revisione.
“Il problema è – ha spiegato il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza – “che la votazione non è omogenea dato che ci sono scuole in cui è più facile prendere voti più alti e scuole in cui è meno facile. È difficile avere un metodo obiettivo per equiparare voti presi in scuole diverse perché le commissioni sono diverse”. Già, è proprio questo il punto focale di tutta la questione. Il reale problema della formazione accademica del nostro Paese: il processo dell’apprendimento scolastico è un percorso che soffre di troppa disomogeneità, dunque non è sufficiente migliorare o rivalutare i criteri di ammissione alle Università per rendere più meritocratica la selezione, ma va riformato dal basso, dall’inizio del percorso. Il problema è: fino ad ora nessuno ci aveva pensato?

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