News Rivista — 29 settembre 2013

È un Aldo Busi scatenato, quello che ha rilasciato un’intervista a Lettera43 spaziando tra argomenti mai così attuali: famiglia, sesso, donne, omosessualità, tra aperture papali e scomuniche imprenditoriali, lo scrittore Aldo Busi si è fatto gay “militarizzato”.

Tra le sue esternazioni più pungenti non poteva mancare il riferimento al caso-Barilla: “Barilla mi auguro che fallisca. La sua pasta mi faceva schifo prima, adesso proprio non la toccherò mai più. C’è la tenebra nel suo Mulino”.

Ne ha anche per Papa Bergoglio, un pontefice che piace a quasi tutti, ma evidentemente a qualcuno ancora no, d’altronde nemmeno Gesù piaceva proprio a chiunque: “Fa buon marketing ma è solo ipocrisia. Nessuna vera volontà di cambiamento. Lui ha ancora in mente la famiglia come quella della Barilla”.

Staffilata decisa anche contro il popolo italiano, razza dannata, “itagliani con la g”. Osannano Dante, dimenticano Boccaccio, hanno in “odio la libertà”. “Dementi che si mettono a sindacare sulla sessualità che non corrisponde alla loro, come se la loro fosse la Verità Naturale”.

Il problema vero, secondo Busi, è che: “Nessuno tromba più, non gratis, almeno. L’erotismo, la seduzione anche tra uomo e donna, sono assolutamente banditi, assenti”.

Chissà se dietro le sue polemiche esternazioni ci sia il tentativo di pubblicizzare il suo ultimo libro, “E baci”, edito da Il Fatto Quotidiano. Di certo la sua intervista completa non vi annoierà.


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