News Rivista — 29 ottobre 2012

La Federazione Italiana degli Editori di Giornali ingrossa lo schieramento già composto dai colleghi francesi e tedeschi sostenendo la richiesta di una tassazione a favore del diritto d’autore per il colosso digitale: il motore di ricerca Google.

Urge una normativa che organizzi la rete affinché le opere d’ingegno vengano tutelate. Il valore culturale e d’uso dei quotidiani è di molto superiore alla traduzione economica che il digitale gli ha riservato. La gratuità dell’informazione sembra sminuire la qualità di cui i giornali sono dotati, a favore di una liberalizzazione che permette sì infiniti utilizzi, ma anche uno sfruttamento del lavoro giornalistico.

I nuovi soggetti digitali, come i motori di ricerca, quindi per emblema: Google, succhiano le risorse offerte dalle testate e si arricchiscono. La Fieg, insieme agli editori francesi e tedeschi, propone una collaborazione con i motori di ricerca che possa, nella tutela dei diritti, generare profitto per entrambi.

Google pochi giorni fa ha risposto al ministro della cultura francese sollevando il problema delle limitazioni all’accesso delle informazioni che ne risulterebbero da tali normative.

Il riconoscimento del diritto morale è secondo la legge italiana, e quindi secondo l’accordo internazionale, culminato nella Convenzione di Berna, inalienabile. L’evanescenza del digitale però sfuma i contorni della giustizia e della trasgressione. I diritti patrimoniali d’autore, che derivano da quello morale, vengono spesso declassati a favore del libero accesso.

Inutile ribadire la delicatezza del caso, e la difficoltà solita per l’informazione di tradursi in denaro. Il valore culturale non sembra trovare equivalenze.

Ora la patata bollente va al governo Monti.

Sofia Di Giuseppe

Share

About Author

scrivendovolo

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.