News Rivista — 05 agosto 2013

Tutto normale. È la cara vecchia legge della domanda e dell’offerta.

Il quotidiano cartaceo vive una fase di transizione, si trova di fronte a un’emorragia di vendite piuttosto copiosa. Ma non è ancora giunto il momento di entrare in coma irreversibile e forse non arriverà mai. Piuttosto si sta semplicemente restringendo la soglia di quanti ancora non possono farne a meno. E l’unico modo per restare in vita è affidarsi a una trasfusione d’urgenza.

Così, dopo la decisione de La Stampa, già in edicola a 1,30 euro, di aumentare il prezzo della copia, seguita a ruota da Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport, anche Repubblica da oggi sara’ in vendita con un prezzo maggiorato rispetto all’attuale di 1,20 euro. La decisione della direzione aziendale di aumentare il costo del quotidiano romano, secondo il Comitato di redazione, che ha pubblicato una breve nota che anticipa l’iniziativa, potrebbe “pesare sulle vendite in un momento difficile per il mercato editoriale” e potrebbe non tradursi in una soluzione per una crescita strutturale del quotidiano e dei suoi supplementi. Il Cdr invita quindi l’azienda, si legge, ad avviare “un piano strategico basato su investimenti e iniziative concrete che garantiscano una crescita solida e duratura”.


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