News Rivista — 04 ottobre 2012

Sono passati pochi mesi dall’ultima polemica scaturita da una poesia del Nobel Tedesco Gunter Grass e pochi giorni fa è uscito un nuovo attacco, poetico, ad Israele.
La nuova raccolta di poesie si intitola Eintagsfliegen (“effimeri”) conterrà 84 poesie ed uscirà in Germania la prossima settimana, e all’interno di essa, una delle 84 poesie è intitolata Ein Held unserer Tage (Un eroe dei giorni nostri) dove viene elogiato Mordechai Vanunu, lo scienziato che nel 1986 rivelò al Sunday Times, e quindi al mondo intero, i pieni nucleari che Israele stava progettando.
Vanunu fu attirato con l’inganno a Roma da un agente del Mossad e venne processato con conseguente arresto per 18 anni con l’accusa di alto tradimento.
Nel 2004 Vanunu, dopo 11 anni di isolamento, riesce ad ottenere i domiciliari che ancora oggi è costretto a scontare.
Gunter Grass era già stato dichiarato persona non grata da Israele per il poemetto che aveva fatto gridare allo scandalo il mondo intero, eppure non perde mai occasione per ribadire il suo pensiero nei confronti di una politica che il poeta tedesco non apprezza minimamente.
Anche questa volta lo scandalo è stato gridato ad alta voce, e tutte le maggiori testate giornalistiche hanno presentato articoli sulle sue dichiarazioni.
Il mondo sempre meno apprezza le sue uscite giudicate infamanti nei confronti della politica nucleare Israeliana ma all’occhio di tutti è ben visibile il fatto che le accuse sarebbero state giudicate in maniera diversa se fossero state rivolte nei confronti di un’altra politica.
Non bisogna dimenticare che il Poeta di Danzinca ha diverse volte espresso la speranza che lo stato di Israele possa trovare la pace con i suoi vicini e molteplici volte ha anche appoggiato lo stato stesso, quindi appaiono fuori luogo le accuse di razzismo mosse nei suoi confronti e bisognerebbe cominciare a pensare che non essere d’accordo con Israele non vuol dire automaticamente essere antisemiti.

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scrivendovolo

(2) Readers Comments

  1. bisognerebbe cominciare a pensare che non essere d’accordo con Israele non vuol dire automaticamente essere antisemiti.

    ben detto e non c’è altro da dire

  2. Infatti non lo pensa nessuno se non la stampa filosionista che sfrutta l’antisemitismo per giustificare il sionismo.

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