Approfondimenti Rivista — 16 luglio 2012

Il digitale continua a dettare nuove regole ad un popolo ancora fedele al Re Libro. La disapprovazione aleggia, ma dall’America arrivano nuove sfide. Il 19 Gennaio 2012, a New York, Apple ha annunciato iBooks 2 per Ipad. La nuova applicazione dispone di libri interattivi, dinamici, correlati di immagini e video, aggiornabili automaticamente. Molte scuole negli Stati Uniti hanno adottato l’Ipad come nuovo strumento didattico; attraverso schede, schemi riassuntivi, dizionari si facilita agli studenti il loro dovere.

Il digitale è una terra ancora da scoprire, dalla quale possono arrivare nuovi prodotti, nuove occupazioni. Il progesso sembra parlare per algoritmi.

Nello stesso giorno è stata annunciata anche la nascita dell’applicazione i Tunes U che offre tutto il materiale didattico sull’Ipad di alunni e insegnanti; si può accedere infatti al catalogo di contenuti didattici gratuiti più vasto del mondo. Lo studente può inoltre prendere appunti o sottolineare facilmente i testi.

La Professoressa Dianora Bardi, ricercatrice sui temi dell’applicazione della tecnologia alla didattica, ha sostenuto in Italia il progetto sperimentale di inserimento di Ipad e tablet in alcune classi del liceo scientifico Lussana di Bergamo. Il supporto cambia, con esso naturalmente la forma del contenuto si plasma, ma la modalità può essere ragione di rifiuto?

Secondo l’esperta l’errore più grave è confondere il contenuto con il contenitore, come è riportato nell’articolo di Camillo Miller sul sito theAplleloungeI primi risultati del progetto della Prof.ssa Bardi sono incoraggianti: la cooperazione tra docenti e studenti è aumentata ed il tempo si dilata, non si è più circoscritti nelle canoniche ore mattutine.

Ogni cambiamento fa delle vittime; l’Italia oppone una dura resistenza e protegge il libro cartaceo, ma la funzionalità dei tablet sta aumentando i proseliti. Le nuove applicazione della Apple sembrano quasi create da un visionario. Il mio dubbio però è sul futuro della nostra creatività. Le nuove tecnologie creeranno sicuramente nuovi stimoli e campi di azione, ma saremo in grado ancora di riassumere un testo o fare uno schema?

Ricordo quando nella scuola elementare le maestre non ci suggerivano il significato della parola a noi sconosciuta, ma pretendevano che noi la cercassimo sul vocabolario. “In questo modo vi rimane impressa”. Una ricerca motivata ci rende consapevoli. L’esperienza reale, l’apprendimento scaturito da un’azione mirata sono più efficaci di un processo automatizzato. Credo che le nuove applicazioni Apple siano una trovata geniale, ma non smettiamo di essere curiosi, cerchiamo le risposte anche quando sono scomode.

I bambini di oggi convivono nell’ambiente domestico con i nuovi strumenti digitali; l’estensione di questi nella scuola è quindi un processo normale. Le tecnologie possono supportare il processo di apprendimento specialmente delle nuove generazioni.

Molti oppositori del nuovo progetto Apple sono scettici sul libero accesso alla piattaforma didattica e intransigenti al monopolio culturale che si potrebbe creare. A questo punto mi sentirei di terminare l’articolo con una citazione di Albert Einstein:

I computer sono incredibilmente veloci,accurati e stupidi. Gli uomini sono incredibilmente lenti, inaccurati e intelligenti. L’insieme dei due costituisce una forza incalcolabile.

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