News Rivista — 05 dicembre 2012

Finalmente la legge tutelerà i giornalisti freelance e i collaboratori autonomi. Finalmente il valore economico attribuito al loro lavoro non sarà irrisorio o molto più vicino allo sfruttamento che alla vera retribuzione.

La Commissione Cultura di Montecitorio ha approvato il disegno di legge che prevede l’istituzione di una commissione, presso il dipartimento Editoria della presidenza del Consiglio, che dovrà stabilire l’equo compenso e stilare un elenco dei media che garantiranno il rispetto delle retribuzioni.

La legge sull’equo compenso è una risposta di civiltà contro il precariato selvaggio che affligge larghe aree dell’informazione e permette a troppi editori senza scrupoli di sfruttare oltre ogni limite il lavoro dei giornalisti”.

Queste le parole dei deputati componenti della commissione cultura Giancarlo Mazzuca e Emerenzio Barbieri.

L’eco della legge risuonerà lungamente in un periodo in cui i fondi alla cultura sono una vana speranza, uno spiraglio di luce nascosto da chi sostiene l’impossibilità.

Franco Siddi, segretario FNSI, dichiara:

La legge non risolverà tutto, ma nessuna azienda potrà più permettersi di ignorare che un freelance o giornalista collaboratore chiamato a fornirgli servizi d’informazione (oggi spesso pagato entro i 5 cinque euro ad articolo) sia un lavoratore che dev’essere pagato il giusto e immediatamente. Non si potrà più dire che si tratta di “imprenditori di loro stessi” per attuare volgari forme di sfruttamento”.

Un piccolo passo in avanti per accorciare quel ritardo culturale che ci relegherebbe nella posizione svilente di un paese senza voce.

Sofia Di Giuseppe

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