Eventi Rivista — 03 settembre 2013

Venite signore e signori, non potete mancare, chi non conosce il Festivaletteratura non può dirsi amante della lettura, è indispensabile provare la sensazione che pervade i visitatori della città dei Gonzaga in occasione della kermesse settembrina.

Anche quest’anno, ormai il diciassettesimo, dal 4 all’8 settembre Mantova una città che misura l’uomo si offre a orde di visitatori alla ricerca dell’autore perduto.

Tutto comincia con il brindisi ufficiale mercoledì 4 alle 19,00 anche se, in effetti, già dalle16,30 si sono aperte le danze. Ben 238 gli eventi in scaletta, si tratta di un buon numero ma conta solo quelli a pagamento, ci sono poi gli intermezzi, i musei, le mostre e gli eventi collaterali, occasioni da cogliere al volo passeggiando per Mantova senza preoccuparsi di prenotazioni o biglietti, chi primo arriva meglio alloggia rigorosamente accompagnati da 100 autori (solo in formato digitale e non scaricabile?!), dalla mappa e dal libretto-catalogo, strumenti fondamentali ed esaustivi.

 

Come segnalavo già lo scorso anno, Mantova è una delle incredibili città invisibili che Italo Calvino ha omaggiato nel suo straordinario saggio, i posti che potrete visitare e per qualche ora abitare, aspirare, assaporare, mangiare, assaggiare, toccare, sfiorare, palpare, annusare sono una serie infinita di grandi, piccoli, angusti, fantastici, unici, ordinari, assolati, difesi, costruiti, abitati, vicini, confinati, adiacenti, interclusi, urbani luoghi del saper vivere che solo la storia è in grado di realizzare.

 

Entrando dal ponte di San Giorgio godrete uno dei profili più noti della città che ogni giorno procura piacere infinito e scoperta continua, quasi stordimento a chi arriva nella città padana; è poi piazza Sordello che vi accoglie, spazio immenso che solo edifici altrettanto imponenti riescono a riportare in una dimensione leggibile, qui la grande tenda dei libri vi offre tutta la produzione letteraria degli ospiti del festival e Latinoamericana una serie di incontri sulla rigogliosa produzione della terra dell’Eldorado.

 

Proseguite sul fondo della piazza sotto il voltone e la torre della Gabbia, appena giunti in piazza Broletto nelle stanze del consorzio di bonifica dei territori del Mincio potrete partecipare alle presentazioni di The reading circle quando la lettura è condivisione, dove potrete entrare nel magico cerchio dei librai, bibliotecari, recensori e dei gruppi di lettura.

 

Infilatevi poi sotto la grande volta a sinistra che sostiene il passaggio dell’Arengario, pochi passi più avanti nella sacrestia del complesso che ospita l’archivio di Stato avrete la possibilità di scoprire un percorso nei meandri della storia non scritta ma documentata attraverso i documenti secolari delle Genealogie.

 

Ora fiancheggiate il retro del palazzo della Ragione, svoltate sul fianco della circolare chiesa di San Lorenzo, sbucherà l’imponente cupola di Sant’Andrea, si aprirà la piazza delle Erbe e l’adiacente piazza Mantegna, accomodatevi sui gradini dell’ingresso principale della concattedrale manifesto dell’architettura rinascimentale ad ascoltare le Lavagne musicali e scientifiche che tratteranno di elementi chimici, musica e scienza.

 

Provate poi a cercare nell’angolo sinistro del portale della basilica un pertugio, proprio sotto il campanile, che vi condurrà a pochissima distanza nella piazzetta Leon Battista Alberti dove tutti i giorni alle 9 in punto con Le pagine della cultura gli ospiti analizzeranno le notizie e commenteranno come sta’ cambiando il modo di raccontare la cultura; ci sarà La compagnia della lettura ad offrire l’occasione per tornare bimbi e ascoltare la declamazione di fiabe italiane. Il contesto è magnifico, la piazzetta all’ombra della maestosa basilica di Sant’Andrea che custodisce il sangue del Cristo è circondata da piccoli edifici che trovano naturale conclusione nell’ultimo resto del portico del monastero che ospita i testi di Scritture giovani libreria, spazio dove sono raccolti i volumi delle produzioni di questi anni e il gradito ritorno di sei scrittori “scoperti” dal festival.

 

Proseguite nella piazzetta, svoltate due volte a sinistra e poi a destra sbucherete in piazza Canossa, un grande palazzo in restauro, una grande loggia, una piccola chiesetta (santa Maria del terremoto), un’edicola in ferro battuto e una tonda fontana compongono una piazza dal sapore romano. Inoltratevi sul fianco sinistro del grande palazzo dai fronti bugnati fino sul fondo della via per trovare Santa Maria della Vittoria una piccola chiesetta sconsacrata e riportata nelle disponibilità della città da un gruppo di amanti dell’architettura, una bella aula rettangolare spezzata per motivi bellici su due livelli; se aperto il piano primo non perdetevi gli affreschi di scuola mantegnesca che adornano le alte volte e che qui si possono ammirare quasi toccandole. Il fondo della sala propone la riproduzione della pala, oggi esposta al Louvre, che a Mantegna commissionarono proprio per questa chiesa. È qui che con gli incontri del Vocabolario europeo si vuole rilanciare nel mondo un messaggio polifonico in catalano, finlandese, inglese, italiano, romeno, serbo, tedesco, ungherese.

 

Con l’idea di averne già dette a sufficienza e di avere solleticato interesse auguro buon divertimento e ringrazio chi verrà a godersi la grande festa ma anche a chi non potendo pensando e agognando queste giornate renderà potente il pulsare delle menti accomunate dalla passione per l’arte letteraria. Per ogni informazione www.festivaletteratura.it

 

Sandro Scarduelli

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