Approfondimenti Rivista — 05 giugno 2013

“Crederci fino in fondo e non mollare mai”. È il messaggio che il vincitore del concorso Ilmioesordio ha lanciato a chi ha le sue stesse ambizioni. “Prima o poi qualcuno si accorgerà di loro – ha continuato- e se non dovesse essere così, pazienza. La scrittura è comunque un’opportunità di crescita e di arricchimento personale”.
Parole di incoraggiamento da parte di chi il suo sogno, quello di diventare uno scrittore, lo ha raggiunto. Si tratta di Francesco Fracassi, impiegato milanese di 29 anni, arrivato primo all’edizione 2012 del concorso indetto dal Gruppo Editoriale L’Espresso, con il romanzo “Aumarais”. Il titolo del libro deriva dal nome del luogo in cui è ambientata la storia, mezzo paese e mezzo città, collocato in uno spazio e in un passato indefiniti. Aumarais – come spiega l’autore stesso – è essa stessa personaggio, è incompiuta, sbagliata, costruita male e famosa per una chiesa che tutti vanno a vedere e che nessuno apprezza. In essa, vengono a muoversi personaggi che sono anch’essi incompiuti, in qualche maniera sbagliati. Su piani temporali diversi, si sfiorano, si toccano, si intrecciano, si scontrano, cercando di superare quel senso di incompiutezza che inevitabilmente li pervade. “Un senso di incompiutezza che – commenta l’autore – io credo pervada un po’ tutti, almeno una volta, nella vita”. La sua scrittura è iniziata per caso, con due o tre pagine scritte di getto, che lanciavano degli interrogativi e introducevano situazioni vaghe, aperte; e altrettanto vagamente è proseguita.
La vittoria è stata del tutto inaspettata, “un pirotecnico colpo di fortuna”, come l’ha definita Fracassi, con una buona dose di umiltà. “Io “da grande” – ha affermato – volevo fare lo scrittore. Esserci in qualche modo riuscito rappresenta un’emozione enorme. Ed è anche un grande motivo di orgoglio. Ci sarà davvero un volume col mio nome sopra in libreria e, se ci penso, faccio ancora parecchia fatica a crederci. Ero certo che fosse praticamente impossibile emergere in un mercato del genere e, per di più, nella situazione che attraversa oggi: entrarci così, da un giorno all’altro e dalla porta principale, è davvero incredibile. Mi piace, però, pensare che il bello non sia alle spalle; ma che, anzi, inizi proprio adesso. Che il concorso vinto rappresenti un punto di partenza”.
Di strada, Fracassi, ne ha compiuta da quando, nel 2002, ha iniziato a scrivere opere strutturate, lette solo da amici e parenti; tuttavia, ha davanti a lui un percorso tutto in salita. Per l’autore di “Aumarais”, infatti, non basta pubblicare un romanzo per sentirsi un vero scrittore, neppure se il romanzo in questione viene pubblicato da una delle più note case editrici italiane, qual è la Feltrinelli. Per questo non si fa scoraggiare dalla critiche che il suo libro ha già riscontrato: “Mi piace pensare che Aumarais riuscirà in qualche mondo a trasmettere a molte persone quello che io ci ho messo dentro scrivendolo. Di sicuro non piacerà a tutti; anzi, finora ha suscitato reazioni nette e di segno opposto: ma va bene così, va benissimo così. Sarebbe molto peggio se passasse inosservato. Poi, dopo, ogni piccolo passo avanti che farà sarà per me una conquista fantastica, nuova e del tutto stupefacente”.
In cantiere ha già un nuovo progetto, ma è ancora presto per dire se un altro libro vedrà la luce. Per il momento preferisce incoraggiare, con il suo esempio, tutti coloro che hanno intenzione di presentare i propri lavori all’edizione 2013 del concorso. Coltivare l’ambizione di diventare uno scrittore è difficile e realizzarlo lo è ancora di più; tuttavia, sbaglia chi crede che i sogni siano destinati a rimanere tali: niente è realmente impossibile.

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