News Rivista — 05 aprile 2013

Venditori di mezzo mondo sul piede di guerra con Amazon. La multinazionale americana, partita con i libri ma che da anni ha allargato l’attività a innumerevoli beni di consumo, era recentemente riuscito a superare Ebay nelle preferenze dei rivenditori. Ma ora li punisce con una pesantissima stangata sulle commissioni: in alcuni casi aumentate del 70 per cento. Come ad esempio le spese che si vedono imporre gli inserzionisti sul portale inglese della multinazionale, passate dal 7 per cento al 12 per cento.  

E su alcuni settori specifici le commissioni e i loro aumenti sono ancora più elevati: coloro che vendono parti e componentistica per l’auto se le vedranno alzare dal 12 al 15 per cento. In particolare i rincari penalizzerebbero più pesantemente coloro che vendono prodotti con prezzi inferiori ai 25 dollari, prosegue il quotidiano. “Se vendi beni con prezzi in questa fascia, su Amazon non ci farai gli stessi profitti che ci fai su Ebay”, afferma un operatore commerciale citato dall’Indipendent.

Ma ora Amazon rischia una ribellione: se il suo regolamento prevede che i rivenditori non possano operare tramite altri canali simili, diversi sostengono che con questi rincari non potranno esimersi dal farlo. Una polemica che si somma, in inghilterra, a quella sulle minitasse pagate dalle multinazionali. Che spesso stabiliscono sedi legali in paesi con fiscalità di vantaggio sebbene realizzino la maggior parte del fatturato altrove. Nell’ultimo trimestre fiscale, Amazon ha visto il fatturato crescere a due cifre toccando quota 21,27 miliardi di dollari. In UK, il gruppo ha registrato ricavi per 3,35 miliardi di sterline, ma ha riferito di spese per tasse per 1,8 milioni. Una petizione affinché il gruppo paghi delle tasse “eque” è stata già firmata da 100.000 persone.

Intanto Amazon ha acquistato Goodreads, una rete sociale a tema letterario, 16 milioni di utenti nel mondo, una community molto attiva ma finora indipendente. L’acquisto di Amazon stringerà probabilmente i rapporti con il settore distributivo dell’azienda di Bezos.

Il rivenditore preferito del sito è attualmente Barnes & Noble, mentre Amazon viene indicata poco più in basso.

Comunque Amazon possiede già Shelfari, un social network che funge da enciclopedia per gli amanti del libro. Acquisendo Goodreads, Amazon è ora proprietaria dei principali motori di raccomandazione on-line per libri nuovi e vecchi.

Otis Chandler, CEO e co-fondatore di Goodreads, ha dichiarato:

La gente ama parlare di idee e condividere la loro passione per le storie che leggono. Stiamo per essere in grado di muoverci più velocemente nel portare l’esperienza Goodreads a milioni di lettori sparsi in tutto il mondo.

Russ Grandinetti, VP di Amazon, ha invece commentato così quest’acquisizione:

Amazon e Goodreads condividono la stessa passione, ovvero reinventare la lettura. Goodreads ha contribuito a cambiare il modo in cui si scoprono e si discutono i libri. Sia Amazon che Goodreads hanno aiutato migliaia di autori a raggiungere un pubblico più ampio. Insieme abbiamo intenzione di costruire molti nuovi modi per deliziare i lettori e gli autori.

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