News Rivista — 06 marzo 2013

Che Barnes & Noble non navighi in buone acque è ormai risaputo. Quello che può essere considerato a tutti gli effetti un nobile decaduto del mondo editoriale sta accusando alcune scelte fallimentari intraprese al momento della “svolta digitale”. E i dati lo dimostrano. L’ultimo trimestre del 2012 ha portato a B&N 316 milioni di dollari dai contenuti digitali, i tablet e gli ebook reader Nook, con un -26% rispetto all’anno precedente. Nonostante il buon lancio sul mercato dei Nook Tablet, gli unici prodotti di genere capaci di contrastare, almeno inizialmente, Amazon e il suo Kindle Fire, adesso il settore tablet e e-reader di B&N sembra aver definitivamente “perso” la sua scommessa, travolto dall’irruzione sul mercato di prodotti come Ipad, Samsung Galaxt Tab e altri operatori su piattaforma Android.

Eppure, quando il padre della più grande catena di librerie d’America, Leonard Riggio, aveva deciso di fare un passo indietro per mettere la sua azienda nelle condizioni di poter affrontare l’avvento del digitale, non immaginava di certo un risultato del genere. Il traghettatore che nel 2009 era stato incaricato di lanciare l’impero di Riggio nell’era dell’informatica è William Lynch, un manager delle tecnologie digitali (proveniente dagli «smartphone» della Palm), rimboccato le maniche, ha preso un ufficio fuori dalla sede della società sulla Fifth Avenue proprio per sottolineare la svolta netta che intendeva imprimere all’azienda, e si è dedicato anima e corpo a sviluppare i nuovi business digitali, a cominciare proprio dal Nook. Quattro anni dopo ecco la svolta a sorpresa: Riggio vuole ricomprarsi l’azienda di cui oggi controlla il 30 per cento. Intende ritirarla dal mercato facendo un’offerta agli altri azionisti. Ma non vuole ricomprare tutto: solo le librerie «fisiche» e la rete di vendite online, ma non il Nook, che verrà ceduto separatamente.

Quella che può sembrare una rivincita della carta sui byte però somiglia molto di più ad una scelta azzardata, che rischia di far finire B&N come altre realtà (la catena Borders) che sono scomparse dal mercato dopo aver preso sotto gamba la nuova frontiera del digitale. Tuttavia, anche se non è ancora chiaro dove Riggio troverà le centiania di milioni di dollari necessari per ricomprarsi le librerie, quello che è importante sottolineare è che il settore della carta, per quanto in declino, va ancora curato perché continua, di fatto, a tenere in piedi l’azienda ed è anche quello che ha permesso a B&N, sotto la guida di Riggio, di aprire ben 689 librerie.

Share

About Author

scrivendovolo

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.