News — 22 novembre 2012

La notizia del fallimento del Financial Times Deutschland, e quindi dell’incredibile chiusura per bancarotta del più autorevole giornale economico della prima potenza economica europea, ha riacceso le questioni sul valore reale della carta stampata in epoca moderna. Non a caso, proprio a Berlino è scoppiata la polemica tra i media tradizionali e i motori di ricerca, affiancati dai cosiddetti “news aggregator”, su tutti Google news.

In pratica gli editori stanno disperatamente cercando un modo per limitare la circolazione gratuita di notizie, reportage, contenuti in generale delle loro testate da parte di Google, Apple, Amazon etc. E in Germania, quando gli editori chiamano, Berlino risponde. Va bene il libero accesso ai contenuti e internet come strumento di informazione, ma la politica del “tutto gratis” deve finire. Così la coalizione di centrodestra guidata dalla cancelliera Angela Merkel ha pronto un disegno di legge in merito, che il Bundestag dovrebbe approvare entro la fine di questo mese. Una legge che obbligherebbe i portali in questione a pagare delle royalties agli editori di quotidiani, settimanali e ogni altro media (convenzionale o digitale) ogni volta che Google o chi per lei offre ai suoi naviganti in rete contenuti di notizie. Pena la possibilità di bloccare con ogni mezzo disponibile la circolazione gratuita in internet di tutti i contributi delle testate giornalistiche.

Google non sta certo a guardare: “la legge colpirebbe ogni utente di Internet nel paese e creerebbe severi limiti alla libertà e al diritto i cercare informazioni online, questo tipo d’interferenza con la vita del web è senza precedenti”, sostengono i suoi portavoce. Non solo, Google minaccia persino di ritirarsi dal mercato tedesco. Guenter Krings, un deputato della Cdu, il partito della cancelliera, definisce il disegno di legge “il fratello minore delle leggi che difendono il diritto d’autore in quanto vuole proteggere le testate giornalistiche così come altre leggi difendono i diritti d’autore di cantautori e musicisti e delle loro aziende editoriali”. E alla provocazione di Google risponde: “La minaccia di Google di lasciare il mercato tedesco non deve intimidirci, se lasciano il mercato del nostro paese poi saranno costretti a lasciare anche la Francia e altri paesi importanti dell’Unione europea”. Anche in Francia e in Italia, non a caso, si discute di iniziative legislative simili. Il disegno di legge divide le opinioni ma viene incontro a precise richieste degli editori tedeschi, alle prese come i loro colleghi di altri paesi europei con una caduta delle entrate, delle vendite, della pubblicità.

Daniele Dell’Orco

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