Eventi — 28 ottobre 2015

Dal 22 al 25 ottobre Milano si è trasformata in un centro culturale grazie all’iniziativa Book City, in italiano Città-Libro, promossa dal Comune stesso e da un comitato promotore, di cui hanno fatto parte: Fondazione Rizzoli “Corriere della Sera”, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, Fondazione Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri.
Ad affiancarli c’erano anche l‘AIE (Associazione Italiana Editori), l’AIB (Associazione Italiana Biblioteche) e l’ALI (Associazione Librai Italiani).

In vari luoghi d’arte della città si sono tenuti incontri, interviste e presentazioni di scrittori e membri del sistema dell’editoria, per promuovere la lettura come valore in sé e Milano come città editoriale nel panorama turistico internazionale.

Non è un caso quindi che a inaugurare l’evento la prima sera del 22 sia stata la scrittrice peruviana Isabel Allende, famosa soprattutto per i suoi romanzi La casa degli spiriti (1983), La città delle bestie (2002) e Il quaderno di Maya (2011). Le sue storie sono spesso autobiografiche, ma parla anche di vite di altre donne, crudamente realistiche o talvolta che s’incrociano col mito.
In questa occasione ha presentato il suo libro L’amante giapponese (2015), ha parlato di sé e il sindaco di Milano Pisapia le ha consegnato il sigillo della città “per le sue opere e per l’impegno solidale e umanitario che ha sempre dimostrato, aiutando le comunità più povere e bisognose non solo del suo Paese, ma di tutto il mondo”.

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