Approfondimenti Rivista — 15 febbraio 2013

Bastano sei secondi per raccontare una storia: non si tratta di una folle massima dettata da un amante della trattazione sintetica, piuttosto dell’ennesima rivoluzione portata da pochi megabyte. “Vine”, così si chiama l’applicazione, permette di creare brevi filmati di sei secondi catturando solo le immagini desiderate. La telecamera infatti inizierà a registrare quando voi toccherete lo schermo in modo da immagazzinare solo le azioni significative e accorciare così i tempi del lavoro finale. Una volta creato il video non vi resterà che postarlo su Twitter o Facebook per permettere agli altri utenti di visualizzarlo in tempo reale. L’innovazione è stata già definita la nuova frontiera dello story-telling poichè rende le immagini messaggere di un pensiero, una storia.

Ovviamente l’utilizzo non avverrà sempre per nobili ragioni e sono già molte le polemiche sull’ingente contenuto pornografico della piattaforma che prevedibilmente attira l’attenzione della maggior parte degli iscritti. C’è chi però ha risposto alla polemica evidenziando i vantaggi che la velocità e la brevità di questi filmati possono rappresentare per il mondo dell’informazione.

Hamish McKenzie si è espresso in materia analizzando il nuovo fenomeno ed individuando i sei pregi di Vine che potrebbero distogliere l’attenzione dalla sezione “osè” della libreria filmati. L’applicazione sta avendo un grande successo proprio perchè risponde alle necessità attuali di un pubblico che vuole essere aggiornato ed informato spendendo però il minor tempo possibile. Questa novità fa infatti fronte alla lentezza di buffering dei filmati che spesso induce le persone a non guardarli più, oggi non si ha più tempo da perdere, ci siamo abituati così tanto alla rapidità da preferirla alla qualità.

In pochi secondi si può veramente imprimere un concetto nella mente delle persone?

E parlo di concetti poichè per fissare futili e indecenti immagini nel perverso cervello umano sei secondi sono già troppi. Eppure secondo McKenzie, Vine sarà un ottimo mezzo di informazione poichè i videotapes, così brevi ed immediati, sarebbero riconducibili al lead giornalistico. L’affermazione è forte come la rivoluzione che il programma potrebbe portare nel modo della diffusione istantanea delle notizie. Forse l’applicazione, usata appositamente per questo scopo, potrebbe diventare una fonte “grezza” di notizie dalla quale partire per approfondire un argomento, potrebbe facilitare l’approccio alla cultura e diventare un’arma benevola nelle mani di giornalisti. Nonostante lo scetticismo giustificato, sarà proprio la creatività ad incuriosire le persone e a spingerle ad utilizzare il nuovo nato in casa Twitter come un mass media. Questa l’opinione di Scott Klemmer, co-direttore del Human Interaction Group della Standford University che si è pronunciato in materia come molti altri illustri personaggi. Per ora esplorando la già vastissima homepage troverete filmati divertenti, alcuni ispirati a numeri di magia e facilmente realizzabili grazie alla possibilità di interrompere la ripresa e iniziarla di nuovo senza bisogno di continuità tra le immagini, ma di informazione e giornalismo si discute solamente e chissà se questo progetto gioverà o meno al settore o se si potrà anche solamente avviare. Blogger ed intellettuali vorrebbero comunque tentare, affascinati dalla possibilità di condurre le masse alla cultura e alla notizia con qualcosa di insolito e creativo. Apprezziamo e sosteniamo lo spirito di partenza ma speriamo che le aspettative riposte nelle persone non siano troppo alte perchè “Il cambiamento è inevitabile, la crescita personale è una scelta” (Bob Proctor).

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