Approfondimenti Rivista — 14 luglio 2012

Leggere è vivere più di una vita nella tua esistenza”
Questa è forse la frase che più rispecchia il mio sentimento nei confronti della lettura. E lo stesso vale per la scrittura, lo strumento che ci porta a creare questi “universi paralleli”.
Ognuno ha un suo rapporto con la lettura, fatto di emozioni e sensazioni molto personali, uniche.
Ognuno di noi è arrivato all’amore per un buon libro attraverso un percorso diverso.
Esistono diversi tipi di lettori, chi di gialli, chi di poesie o ancora c’è chi dedica la sua vita a leggere libri dottrinari. Tutti uniti, però, dalla stessa passione.
Questo amore che io provo, e che voi provate, è qualcosa di innato? Che nasce nella culla, insieme a noi, e ci accompagna? Si è destinati ad amare tanto la lettura?
Non so dire se sia così. Personalmente credo che una predisposizione innata ci sia in alcuni di noi. Tanto conta, però, questo fatidico percorso personale.
Ci sembra di amare i libri da sempre… ma quando è cominciato tutto? E come?
Se andiamo indietro nei ricordi, sicuramente ricorderemo i primi passi verso un percorso così ricco e pieno. I primi passi verso il mondo delle parole, parole da leggere, parole da creare, in fila, una dopo l’altra, a creare significati belli, profondi, intimi.
C’è quasi sempre una figura che ci ha avvicinato a questo mondo, insegnandoci a leggere o trasmettendoci la percezione che leggere sia qualcosa di magico. Spesso è stata una maestra, altre volte un parente. Poi abbiamo spiccato il volo, da soli, e troppo spesso ci dimentichiamo di essere grati a chi ci ha portati a tanta soddisfazione.
Questo è un invito ad ognuno di voi, per ricordare insieme come tutto è cominciato. Se avete voglia di condividere la vostra esperienza, raccontatela in un commento. Dite la vostra! Attenderò con molto interesse.

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scrivendovolo

(2) Readers Comments

  1. …Non ricordo bene quando, ma solo che lo volevo… ero piccolissimo, avrò avuto sette, otto anni al massimo e accompagnavo mia madre per il mercato del giovedi, in paese, quando, ad un certo punto stanco di camminare lo sguardo fu rapito da un enorme (enorme per la sua grandezza fisica quanto per l’autore, che solo dopo seppi essere molto conosciuto) libro blu e rosso con la copertina rigida. Mi affascinava, mi chiamava ed io sentivo che dovevo averlo…Si trattava del libro “Cuore”… ma quell’attrazione non durò molto, anzi, il libro non lo finii mai… Credo però che le pagine che più di tutte mi hanno segnato e avvicinato in modo spasmodico alla lettura, siano state senza dubbio quelle de “L’Amleto”… a quattordici anni mi identificavo col protagonista, lo sentivo affine: problematico, incompreso non creduto, voluto, proprio come accadeva a me… sul piccolo letto della mia cameretta, passavo interi pomeriggi a leggere e rileggere quelle pagine piene di pathos e angoscia e intanto la mente fantasticava e volava via, lontano da lì… Negli anni, quel piccolo ragazzo angosciato e fragile, ha cercato spesso un conforto, un’ identità nelle pagine dei più grandi autori della letteratura mondiale, seppur in modo discontinuo. Ma più di ogni altra cosa, ricorda con affetto e tenerezza quei momenti trascorsi nella propria stanzetta, lontano da tutto ciò che non voleva fosse visto e condiviso…

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