le interviste Rivista — 05 dicembre 2012

Qual è il target di lettori a cui punta la Sua casa editrice?

 

Target è una parola che mi fa un po’ senso. Mi piace l’italiano, anche se noi non siamo come gli ispanici. Noi americanizziamo tutto. Fa fico, pare. In ogni caso i nostri libri si rivolgono a un pubblico giovane. Può sembrare strano, ma i giovani leggono, non guardano solo cartoni animati giapponesi ed MTV…


Quali sono i generi letterari che è più conveniente, da un punto di vista di vendite, pubblicare oggi?

 

Vendere o no non passa tra i miei rischi, cantava Guccini un secolo fa. Per me il messaggio è ancora attuale. Noi abbiamo un programma. Tentiamo di educare il pubblico, non vogliamo essere diseducati dall’ignoranza dilagante a base di reality e libri scritti da veline. Noi pubblichiamo le nostre passioni (vedi raccontino allegato sulla casa editrice).


Quanto influiscono i trend televisivi e i temi di attualità sulla pubblicazione di un nuovo libro?

 

Posso rispondere con una parolaccia?  Se la risposta è no, mi astengo dalla risposta.


Quanto incide la firma di un autore sulle sue possibilità di pubblicazione, prima, e di vendita, poi?

 

Posso rispondere con un’altra parolaccia? Se la risposta è no, mi astengo dalla risposta.  


Quale spazio viene riservato ad un giovane scrittore e di che proporzione possono essere i rischi in cui ci si imbatte decidendo di pubblicarne un libro?

 

Il nostro programma è rivolto a scoprire talenti under 30. I rischi non esistono. Vale ancora il teorema gucciniano. Direi che il nostro programma corrisponde in toto al testo de L’avvelenata di Francesco Guccini. Consiglio  di ascoltarla, o di metterla in sottofondo mentre leggete le mie risposte. Si trova su youtube, credo. Oggi come oggi si trova tutto su youtube.


Cosa pensa riguardo alla possibilità di effettuare test sui consumatori per capirne le abitudini di lettura? 

 

Terza richiesta sulla parolaccia. Me la concede?  Sentir parlare di test sui consumatori mentre qui si tenta di fare letteratura mi fa ribrezzo. Ho tradotto il più grande scrittore ispanico del 900 (Cabrera Infante) e non gliene importa niente a nessuno. I consumatori comprano Fabio Volo. Se permette a me non importa niente dei consumatori, preferisco la nicchia dei lettori veri e degli appassionati.


Dopo l’approvazione della legge Levi, e quindi, dopo la riduzione della possibilità di sconto sui libri, si è avvertito un effettivo calo delle vendite? 

 

Per quel che mi riguarda no. I nostri lettori sanno che da noi non trovano veline e calciatori (per parafrasare il titolo di un mio libro), ma scrittori.  


Se non sono stati espressi completamente nelle domande precedenti, quali sono i criteri di cui Lei personalmente tiene conto nel momento in cui decide di approvare la pubblicazione di un libro?

 

Vedere raccontino allegato.

 

Perché scrivo e pubblico autori
Piccola storia semiseria del Foglio Letterario

Scrivo, perché da quando ho l’età della ragione la mie passioni sono sempre state lettura e cinema. Da bambino divoravo libri, fumetti, pellicole di genere, commedie scanzonate, film d’avventura e storie fantastiche. Un bel giorno ho cominciato a inventare qualche storia, imitando Salgari, Stan Lee, Walt Disney, De Amicis, Mario Bava e Verne. L’elenco è incompleto, serve solo da esempio.
Scrivo perché è un modo come un altro per sentirsi vivi in un mondo che fa di tutto per mandarti a fondo e che – lo confesso – mi piace sempre meno, ma ne faccio parte, quindi cerco di affrontarlo nel modo migliore possibile. Scrivo per essere sincero con me stesso, almeno davanti al computer, visto che carta e penna sono desueti. Scrivo per dare libero sfogo alle passioni e solo di argomenti che mi entusiasmano, non è colpa mia se sono molti, non credo sia un peccato avere interessi, invece di passare le serate a rimbambire davanti a un teleschermo. Scrivo la storia del vecchio cinema italiano e racconto Cuba, due amori della mia vita, il primo di vecchia data, l’altro più recente, ma entrambi amori, spero non destinati a finire. Scrivo racconti horror e del mistero perché da bambino ho amato Lovecraft, Poe, Le Fanu, Polidori, ma persino Stephen King, al punto di riscrivere un sacco di loro storie ambientate in tempi moderni. Traduco gli scrittori cubani che amo, perché sono più bravi di me a raccontare una terra fantastica e mi fanno sentire parte del loro mondo. Scrivo tanto, persino troppo, ma non posso farne a meno. Ho solo il rimpianto che non riuscirò mai a scrivere un capolavoro, anche se come tutti gli scrittori mediocri penso di averlo sulla punta della penna (scusate… della tastiera) il libro della mia vita. Ma tanto lo so che non verrà mai fuori.
Da un po’ di tempo a questa parte – dal 1999 con la rivista Il Foglio Letterario e dal 2003 con la Casa Editrice omonima – non scrivo e basta, pubblico pure giovani autori che penso abbiano qualcosa da dire. Tutto è relativo, certo, ma insieme ad altri scrittori ho messo su un’azienda che non è un’azienda, ma vorrebbe produrre cultura, senza badare al profitto. Utopia, certo, ma è bello sognare, altrimenti si lavora in banca e festa finita, ché quello è il mio lavoro vero.
Il Foglio Letterario l’ho inventato insieme a Maurizio Maggioni – ancora compagno di viaggio e autore di libi esoterici – e ad Andrea Panerini – che dopo un po’ di tempo ha preso altre strade. La vita è pure questo: alti e bassi, dissidi, litigi, cose che vanno bene e altre peggio. In ogni caso la creatura va avanti, incurante dei difetti degli uomini, ché facciamo cose diverse dai grandi editori, altrimenti sarebbe inutile esistere. Diamo voce a chi non la possiede, siano giovani scrittori italiani come autori cubani della diaspora che in patria non possono pubblicare. Fabio Zanello dirige una collana di cinema che è il nostro fiore all’occhiello, si occupa di horror, pellicole d’autore, film asiatici, lavori italiani del passato. Rosa Manauzzi seleziona saggi alternativi che parlano di dark e gossip, ma anche di traduzione, letteratura e musica popolare. Patrizia Garofalo e Giulio Maffii danno voce a un genere che non è per niente commerciale come la poesia, ma noi non pubblichiamo per denaro e non possiamo dimenticare che la letteratura nasce proprio con la lirica. E poi ci sono i generi, soprattutto l’horror e il fantastico, da sempre vicini alla nostra linea editoriale, racchiusi nella collana ideata da Vincenzo Spasaro. Questo è Il Foglio Letterario, un coacervo di passioni che va dalla letteratura al fumetto e che si avvale dell’arte grafica di Sacha Naspini, ideatore di copertine moderne e accattivanti. Inutile dire che nel corso degli anni abbiamo partecipato allo Strega per ben due volte, lo sapete tutti, non è un gran merito. Meglio dire che abbiamo lanciato parecchi giovani che adesso pubblicano con grandi editori e riscuotono successo. Lorenza Ghinelli rappresenta il modello di autrice che vorremmo sempre scoprire. Lorenza ha scritto Il divoratore, è passata a Newton & Compton, ha venduto un sacco di copie ma non si è dimenticata di noi. In rete ci trovate a www.ilfoglioletterario.it. Scriveteci a ilfoglio@infol.it.

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