News Rivista — 01 febbraio 2013

Un concorso letterario pensato per le donne, senza esclusione di nazionalità, età, ragione sociale. “Lingua Madre” è arrivato all’ottava edizione, la prima nel 2005.
Il premio è stato ideato dalla giornalista Daniela Finocchi e si rivolge alle donne straniere residenti in Italia, che utilizzando la lingua d’arrivo, quindi l’italiano, avranno la possibilità di raccontarsi e di condividere la propria storia affinché la conoscenza stimoli la sensibilità delle persone.
Una sezione speciale è dedicata alle concorrenti italiane che vogliono raccontare esperienze di donne straniere che hanno ascoltato, compreso.
Il bando di partecipazione incoraggia anche la cooperazione tra le varie partecipanti, specialmente per superare le difficoltà nell’utilizzo della lingua italiana.
Quest’anno la premiazione si svolgerà all’interno del Salone del libro di Torino e ha registrato un boom di adesioni, oltre 300. La commissione europea ha inoltre fornito il suo patrocinio al premio.
I racconti in gara sono la trasposizione su carta di quanto le donne affrontano. Questi scritti sanno di paura, coraggio, profumano di vita.
Già dalla prima edizione “Lingua Madre” ha registrato molto consenso; donne cubane, senegalesi, marocchine, indiane, romene, bulgare, camerunensi, ecuadoriane pronte a raccontarsi e a testimoniare la condizione dell’immigrato.
La scrittura è posta al servizio dell’accettazione, della tolleranza, della comprensione e il mondo si ingentilisce quando a raccontarlo è una voce calda, quando a metterlo per iscritto è una mano leggera, quando a guardarlo sono le donne che cercano casa.

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