Curiosità dal web Rivista — 25 aprile 2013

La scelta del Presidente Giorgio Napolitano di designare Enrico Letta come nuovo premier, ha suscitato entusiasmo nell’opinione pubblica che vede un volto giovane e ambizioso, complice anche il consenso dei maggiori partiti, in altri invece, ha provocato un leggero senso di sdegno per un procedimento di scelta di un premier che ha rispecchiato solo il parte il risultato elettorale. Tutti, comunque, chi più chi meno, avranno la necessità di conoscere meglio la figura di Enrico Letta, magari andando a consultare le sue pubblicazioni. Letta ha una folta pubblicistica nonostante la giovane età. Classe 1966, è laureato in Scienze Politiche con un dottorato di ricerca in Diritto delle comunità europee.

Costruire una cattedrale. Perché l’Italia deve tornare a pensare in grande” è uno degli ultimi libri. Nel volume si parte dall’assunto che dalle azioni quotidiane si possa contribuire alla costruzione di qualcosa di superiore. Poiché l’Italia è l’emblema di laboriosità con opere d’ingegno costruite in nome di un progetto alto e condiviso, venendo meno questo punto di vista superiore a favore dell’utilità del momento si giungerà ad una situazione di stallo. Per Letta è il “presentismo” la base del problema, e la politica riflette e amplifica questa malattia. La cattedrale cui si riferisce il titolo è quella di un discorso tra un viandante e due muratori: lui chiede cosa stiano facendo, uno degli operai risponde “sto ammucchiando mattoni” mentre l’altro esclama: “Innalzo una cattedrale!” (citazione di “Parlamento” di Pietro Nenni del 1959).

Un altro volume s’interroga sul prosieguo europeista della nazione: “L’Europa è finita?” scritto assieme a Lucio Caracciolo e E. Carlucci pone la questione sulla crisi economica che motiva quella politica, con un’Europa dimostratasi asfittica e incapace di fornire risposte comuni. Si passa all’analisi del baricentro politico internazionale che si sposta verso Est, del binomio Usa-Cina che allontana il vecchio continente dagli equilibri mondiali. 

Più datato è “Viaggio nell’economia italiana” scritto con Pierluigi Bersani e L. Alfonso: si descrivono qui i vari distretti industriali che rappresentano il mondo dinamico cui si deve il cinquanta per cento delle esportazioni totali di ambiti produttivi determinanti per l’immagine dell’Italia all’estero. Il calo dell’export è analizzato dai due ex ministri dei governi di centrosinistra invitati dagli imprenditori per una serie di incontri e dibattiti. 

Un percorso arduo quello di Enrico Letta, che si trova a mettere in pratica quello che ha teorizzato nella carta.

 


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