Rivista — 17 marzo 2011

Si definisce scrittura creativa ogni genere di scrittura che va al di là della normale scrittura professionale, giornalistica, accademica e tecnica. Essa  include romanzi, racconti, poesie e poemi. Dalla definizione, e dal nome stesso, si capisce benissimo come la scrittura creativa si basi sulla fantasia e rappresenti dunque qualcosa di estremamente soggettivo. Proprio per questo motivo è una forma di espressione utilizzabile da chiunque e, come tutte le forme di espressione, è condivisione della propria identità nonché strumento di autorealizzazione. La domanda che però sorge spontanea è: “la scrittura è un’abilità innata o un’arte da apprendere?”. Chiaramente non esiste una risposta esatta e definitiva. La creatività e l’originalità, la capacità di spaziare con la mente nella fantasia e l’abilità di trovare idee, sono certamente doti innate, ma di certo non si può esercitare questa attività non tenendo conto di una serie di regole e paletti che qualsiasi prodotto letterario deve avere. Teoricamente l’elaborazione di un testo si compie tenendo presente alcuni aspetti fondamentali: -L’ispirazione, che può derivare da un’esperienza passata, dalla realtà, dall’immaginazione o addirittura dal sogno. –L’incipit, ovvero la parola o la frase iniziale di qualsiasi testo, che, insieme al titolo, rappresenta l’inizio di un processo comunicativo volto a catturare l’attenzione del lettore sul seguente svolgimento delle vicende. –La trama, struttura portante del testo, divisa in quattro fasi: ambientazione, susseguirsi della vicenda, apice dell’ intreccio e conclusione. Nella fase iniziale vengono forniti gli elementi necessari per potersi orientare e allo stesso tempo una parte di elementi misteriosi per stimolare la curiosità del lettore; con il susseguirsi della storia e il conseguente sviluppo si arriva alla fase cruciale e centrale che è costituita dalla fabula cioè dalla vicenda raccontata secondo un ordine temporale e dall’intreccio cioè dal susseguirsi vero e proprio dei fatti e degli eventi. L’apice della vicenda è il momento determinante in cui l’attenzione e la curiosità del lettore raggiunge il livello più intenso che lo porterà, attraverso una calibrata modulazione di vari momenti, alla conclusione o soluzione della vicenda narrata. In essa svolgono un ruolo fondamentale la descrizione dei personaggi e dell’ambiente entro il quale svolgono le loro azioni, la conflittualità delle vicende che fa acquisire intensità al racconto coinvolgendo il lettore, la suspense che accompagna le vicende stesse e che lascia il lettore sempre col fiato sospeso creando imprevedibilità e stimolando la lettura, il tempo di narrazione che può essere manipolato dall’autore. –L’utilizzo del linguaggio e della sintassi che si ritiene più adatta e che denota lo stile dell’autore. Una narrazione creativamente efficace quindi prevede il coinvolgimento di molteplici fattori ed elementi, dal prologo all’epilogo il tessuto narrativo deve coinvolgere in modo coerente ma anche a tratti sorprendente il lettore, dove a partire dai singoli personaggi, passando alla trama ma anche all’ ambiente e allo stile narrativo, si arriva ad avere una lettura piacevole e stimolante. Essendo dunque la scrittura un insieme di esperienza e creatività, abilità innata e tecnica, bisogna comprendere come si possa soggettivamente cercare di migliorare singolarmente i due aspetti e intrecciarli alla perfezione.

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scrivendovolo

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