Rivista — 01 aprile 2011

Nel momento in cui si decide di iniziare a comporre un testo letterario non si può non tener conto di alcune importanti caratteristiche che il testo scritto deve possedere.

Innanzitutto bisogna  tenere conto della differenza tra il linguaggio scritto e parlato. Il linguaggio scritto e quello parlato differiscono in virtù delle reciproche caratteristiche intrinseche. Lo scritto non ha il “vantaggio” di poter essere esposto ad un interlocutore mediante l’ausilio di gesti, dal tono di voce e dalla, spesso necessaria, ripetizione di parole e concetti. Tuttavia ha il vantaggio di essere reversibile, ovvero riconsultabile dal lettore a proprio piacimento, e quindi dà la possibilità di poter essere letto  alla velocità che si preferisce e di soffermarsi su concetti che richiedono maggiore attenzione e che possono in questo modo essere fissati con calma.

Imparare a scrivere significa anche imparare a pensare e, laddove il linguaggio diventa funzione del pensiero, saper mettere in ordine e rendere incisivo un testo scritto implica la capacità di saper ordinare i propri pensieri. Fondamentale a questo punto diventa l’uso non solo del lessico ma anche della sintassi che per definizione è lo specchio del pensiero. Utilizzare una sintassi appropriata, integrata all’uso corretto della punteggiatura, significa saper gestire il flusso di pensieri rendendolo più efficace e comprensibile. La via più breve alla visibilità del messaggio è rappresentata dalla riduzione all’essenziale delle parole e delle frasi.

Saper scrivere significa implica, inoltre, la capacità di saper usare il registro espressivo adeguato alla situazione e all’interlocutore, operando precise scelte sintattiche e lessicali. Chi sa esprimersi solo in modo “difficile” deve essere doverosamente messo sullo stesso piano di chi viceversa sa esprimersi solo in modo informale. All’interno del registro espressivo è di fondamentale importanza la scelta dello “stile”. Esso è un insieme di tratti formali che caratterizza il linguaggio di un autore, di un’opera o di un genere letterario. Nell’antichità veniva operata la distinzione tra tre diversi stili, legati a tre tipologie differenti di genere letterario:

-alto (opere che raccontano vicende importanti)

-medio (opere di personaggi e vicende di media importanza)

-basso (personaggi di umile condizione e vicende quotidiane).

Proprio da questa distinzione di genere veniva identificato l’uso più appropriato di lessico e sintassi che riuscisse a far arrivare il messaggio al target di riferimento. Nel significato moderno rappresenta la peculiarità delle caratteristiche proprie di uno scrittore. In definitiva lo stile è il termine medio tra la lingua e il pensiero.

Se la lingua è pensiero scritto e il pensiero linguaggio mentale , imparare a scrivere è costruire una propria visione del mondo.

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