Rivista — 12 maggio 2011

Dopo aver illustrato i procedimenti che permettono di raccogliere e organizzare le idee, vogliamo soffermarci su una questione che precede la stesura del testo: il materiale raccolto è più adatto per la produzione di un romanzo o di un racconto?

La classica distinzione che vuole la lunghezza come la principale differenza tra il romanzo e il racconto è vera solo in parte. O meglio, l’estensione non è una caratteristica intrinseca ma la conseguenza di una serie di elementi che caratterizzano il romanzo e il racconto. Anzitutto vi sono differenze di finalità. Il racconto nasce quando si vuol narrare il verificarsi di un evento: è la fotografia di un fatto, realistico o fantasioso che sia. Proprio l’immediatezza del racconto rende necessario che si basi su un’unica idea forte. Quest’idea focalizza tutta la storia, non ci sono trame secondarie; gli eventi sono centrati in un momento ben preciso. Il racconto richiede un’attenta misura nei dettagli. Le parole devono essere accuratamente selezionate e poste nei punti giusti. Vengono presentati pochi personaggi senza che siano approfonditi. Sarà il proseguo della narrazione, degli eventi e delle azioni dei personaggi stessi che permetterà di inquadrare le loro caratteristiche. Va costruita una sorta di tensione che dovrà raggiungere un suo apice, per poi sciogliersi nella conclusione. Proprio il finale è il frutto del libero fluire delle idee. Il grande Raymond Carver disse di non conoscere mai il finale di un suo racconto prima di scriverlo. L’insieme di queste caratteristiche e il fatto che il racconto tenda ad essere monotematico, rendono la lunghezza una componente primaria della riuscita del racconto; se è troppo lungo, tende a stancare.

Viceversa, essendo basato su tante idee deboli, il romanzo troppo breve tende ad essere involuto, poco sviluppato e motivato. Per questo motivo, il romanzo ha bisogno di spazio, di respiro, per svilupparsi in modo completo. Nel romanzo le relazioni tra le varie idee tendono a generare la trama principale, quelle secondarie e il loro sviluppo, svolto anche su piani temporali distinti. I personaggi hanno un’ importanza cruciale, sono i pilastri su cui si fonda la narrazione, vengono descritti in maniera dettagliata divenendo protagonisti di una storia più complessa che spesso si svolge in un arco di tempo più lungo. La fase di progettazione è fondamentale per fare in modo che tutti gli elementi abbiamo una loro coerenza sia nello sviluppo delle vicende che nel racconto del finale.

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