Approfondimenti Rivista — 08 ottobre 2013

…E la crisi arrivò anche nel Corriere della Sera. Sono anni infausti e di transizione verso una risistemazione dell’informazione che ancora non si sa bene che forma prenderà. La cassa integrazione nel giornale più prestigioso e popolare d’Italia pare segni, almeno a detta del sottosegretario al consiglio dei ministri (con delega all’editoria) Giovanni Legnini, un punto di non ritorno.

Non è difficile immaginare che chi non comprava i giornali prima di internet e della crisi, non incomincerà proprio ora… E si ripone il solito dilemma su chi sia nato prima tra l’uovo e la gallina: internet ha diffuso più informazione tra le nuove generazioni oppure meno? Di sicuro ha reso l’informazione più orizzontale; più ancora di quanto non l’abbia fatto a suo tempo la televisione, dato che i “nativi tecnologici” il pc lo accendono ancor prima e più di frequente della TV, e in esso il servizio news non solo è più aggiornato ma appare sulla home ancor prima che lo si cerchi. Verrebbe da dire che questo ulteriore allargamento in orizzontale di matrice telematica sia stata per l’informazione un ulteriore passo in avanti.

Ma, chiaramente, un rovescio della medaglia c’è: in rete, non solo i siti ‘senza marchio di fama’, ma persino quelli ufficiali del Corriere o di Repubblica non possono concedere ciò che viene concesso dietro parco pagamento nella versione stampata. La tempestività è propria della rete, l’approfondimento no. Quello è sempre stato appannaggio della carta sia per una questione di correttezza che di tempistica: gli editoriali più sofisticati si possono trovare in rete solo con un considerevole ritardo, e neppure in tutti i casi.

Chi scrive è totalmente dalla parte dei siti più piccoli in quanto meno schierati e quindi – si suppone – più equidistanti, ma l’accuratezza del patrimonio informativo del cartaceo, su internet,  semplicemente non esiste. Non è colpa di nessuno, sono semplicemente caratteristiche dei due mezzi.

Se l’allarme sistemicità del fenomeno paventato dal sottosegretario Legnini è veritiero, la situazione si potrà risolvere solo in un modo: un doloroso e contorto riversamento di tutto il lavoro delle redazioni giornalistiche a esclusivo beneficio della rete dietro abbonamento. La rete è per definizione piena di buchi sul piano del controllo e restringerà la democraticità che essa  rappresenta, e ciò comporterà un terremoto che, a ben guardare, non potrà che essere il male minore. Certo, affiancare alle attuali versioni gratuite on line la versione completa a pagamento è ancora un’idea molto futuribile, e sarebbe un duro colpo per le edicole e per i più anziani legati al gesto, alla routine e scarsi in tema di tastiera. Tuttavia, se il Corriere della Sera si avvia verso il destino dei tagli resta difficile pensare che altre testate ce la possano fare, e dunque urge una regolamentazione simile a quella che viene fatta valere per la fruizione della musica e del cinema. Non una ventata di freschezza, viste le condizioni dei due settori, che accusano colpi nonostante la corazza costruitasi addosso già dai primi anni di pirateria, e il primo dei quali si salva più grazie ai concerti che alla vendita dei nuovi album, che siano in negozio che on-line. Né il settore giornalistico potrebbe mai contare sul fattore collezionistico e aggregatore che tiene faticosamente in piedi il cinema, ma resta quella la strada più percorribile. Navigando rigorosamente a vista.

Giovanni Modica

Share

About Author

scrivendovolo

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.