News Rivista — 16 settembre 2013

Laddove una casa editrice diventa un’attività che tiene in piedi un’intera filiera, e laddove sia proprio la casa editrice ad alimentare tutta la filiera, quando capita il momento in cui un anello della catena rischia di spezzarsi, allora tutti fanno quadrato e partecipano affinché quell’anello non si rompa. Se la casa editrice in questione si chiama Mondadori, allora la catena ha una lunghezza e un’importanza che nemmeno immaginiamo.

La casa editrice della famiglia Berlusconi ha necessità di puntellare il bilancio, e Marina Berlusconi ha preso una singolare iniziativa per far sì che i conti quadrino. La Mondadori ha chiesto uno sconto del 5% a tutti i fornitori che offrono consulenze per la realizzazione delle riviste. Con una lettera inviata alle aziende che lavorano con gruppo, l’editore ha chiesto “un rebate alla fine di quest’anno, pari al 5% del fatturato che realizzerete col gruppo Mondadori nell’esercizio 2013”.

“Irrituale” – La lettera di Mondadori porta in calce la firma di Ernesto Mauri, amministratore delegato a Segrete, che si rende conto “della irritualità di tale richiesta”, ma si dichiara certo questa che potrà essere letta “in modo costruttivo”. Come? Chiedere lo sconto ai fornitori, è la linea Mondadori, è l’atto meno doloroso con il quale si possa reagire a tutti i segni negativi del bilancio. Infatti, tra De Benedetti, prepensoniamenti e solidarietà, giornalisti e dipendenti che lavorano nelle riviste di casa non se la passano bene e per evitare che l’epidemia possa diffondersi è meglio colpire duro e subito. Con una promessa, però: nel giro di due anni Mondadori sarà “in grado di operare sul mercato con modalità sostanzialmente diverse rispetto a oggi”.

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