Approfondimenti Rivista — 14 gennaio 2013

Per il nuovo anno è stata preannunciata una crisi economica ancor più allarmante di quella attuale. Come riuscirà l’editoria italiana a farvi fronte? Diverse le strategie di marketing, diversi i target e i prodotti.

Un problema attualmente molto grave, ad esempio, è quello del turnover: oggi, in libreria, escono romanzi da un giorno all’altro. Si tratta di un vero e proprio bombardamento di nuove proposte che, proprio per la rapidità con cui vengono messe in commercio, non sono notate e quindi non sono vendute. A seguito di ciò, come da prassi, il libraio restituisce le copie invendute all’editore e viene rimborsato. Il problema è che il libraio deve comunque anticipare ogni volta la spesa, visto che la regola prevede che questi paghi l’editore al momento della prenotazione.

Ebbene, ecco la rivoluzionaria iniziativa della Mondadori che propone un contratto del tutto inedito ai librai: si potranno prenotare le novità delle case editrici del gruppo (Einaudi, Piemme, Sperling) pagando solo al momento della resa. Una svolta nelle tradizionali procedure editoriali che, seppur con possibili epiloghi perversi, può risollevare gli animi dalla crisi.

Ma purtroppo la crisi non è solo economica: la crisi con cui l’editoria si deve confrontare è rappresentata anche dal mondo dei lettori, al giorno d’oggi sempre più in calo. Sono 25,9 milioni gli italiani che leggono, 723 mila in meno rispetto al passato, lo rivelano le statistiche. E non solo crolla il numero di lettori: crolla anche il mito del lettore forte = lettore colto. Il lettore forte di oggi non punta tanto sulla qualità del romanzo che sceglie, ma sul suo mero potenziale di intrattenimento. Così spiega il fenomeno Stefano Mauri, presidente del Gruppo Gems (Longanesi, Guanda, Salani, Garzanti): “Oggi una nutrita fetta di lettori forti sono gli acquirenti di thriller e di romanzi rosa. Nel tempo in cui hanno letto dieci libri, il lettore colto ha letto tre pagine di Gadda”.

E’ vero che il lettore forte è colui che legge un sostenuto numero di libri all’anno; ma non è altrettanto vero che questi libri siano grandi libri. Il lettore forte, insomma, vuole essere semplicemente divertito e stregato da storie hot e trasgressive, banali e sempliciotte. Ed è proprio questo il nuovo target della grande editoria.

La risposta alla crisi è la qualità. Ma visto il successo della James, abbiamo pensato di offrire alle lettrici innamorate delle sfumature una lettura di intrattenimento analoga”, dice Laura Donnini, direttore generale delle edizioni del gruppo Mondadori, riferendosi alla nuova trilogia prevista in uscita per il prossimo anno, dal titolo “Bared to you” (“Nuda per te”). Un titolo che parla da solo, firmato da un’autrice, come lo era la James, sconosciuta al grande pubblico e che, probabilmente, sarà destinata al suo stesso grande successo: o perlomeno, così si augurano le case editrici.

Ma c’è chi, nel suo piccolo, ha deciso di puntare ancora sul valore della qualità: sono i piccoli editori che invece di mitragliare le librerie con ondate di novità cestinate dopo poco più di tre settimane, puntano sul “poco ma buono”. Proporre anche solo un pezzo forte aumenta, perlomeno, le possibilità che questo libro venga conosciuto. E’ questa la strategia presentata, per esempio, da Gianluca Catalano, direttore commerciale della E/O, o dalla Marcos y Marcos, realtà editoriale che da sempre punta su libri molto curati e promossi da librai indipendenti. Sembrano mondi invisibili e lontani, ma i successi sono tangibili: pensiamo, ad esempio, al trionfo di “Se ti abbraccio non avere paura” di Fulvio Ervas, definito da qualcuno “il libro del 2012” e che comunque è stato per molto tempo in vetta alle classifiche nazionali.

Ecco, insomma, tante proposte per riuscire a tener testa alla crisi. Alcune sono rivoluzionarie, altre solo di ripiego. Ma le sfide continuano: c’è chi già vede nel 2013 il tramonto dell’editoria cartacea e l’alba dell’editoria digitale. L’orizzonte editoriale del nuovo anno è ancora tutto da delineare.

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