Rivista — 05 agosto 2012

Prima della famigerata legge Levi, che disciplina gli sconti sui libri, le librerie di catena si facevano guerra a suon di bollino.

Una rapida occhiata alla legge permette di capire che  lo sconto massimo è fissato al 15% con un tetto di sconto che arriva al 25% per campagne che non devono superare la durata di un mese.

Se è vero che siamo in presenza di una legge imprecisa e facilmente aggirabile è anche vero che un limite allo sconto selvaggio andava imposto. So che i lettori non approveranno le mie parole ma vorrei fare qualche considerazione. Intanto non è vero che non si fanno più sconti. Le grandi case editrici, che prima lasciavano per mesi i libri in sconto, si sono ridimensionate ma non hanno smesso di farli.

Per esempio una nota casa editrice nei mesi scorsi ha messo i propri libri al 25% di sconto per un mese e poi li ha passati, per il mese successivo, al 15%. Un’altra ha, per diversi mesi, messo lo sconto su alcuni titoli appena usciti. Le campagne promozionali non sono scomparse tanto che, soprattutto nel periodo natalizio o in quello estivo, la libreria si colora di cartelloni e bollini sconto. Ovviamente gli sconti li possono fare soltanto i grandi gruppi editoriali perché le piccole case editrici, che già faticano a sopravvivere, proprio non ce la fanno. Lo stesso discorso vale per le librerie indipendenti.

Quella degli sconti è, però, una chimera che sarebbe bene sfatare.

Intanto al cliente che mi dice che i libri sono troppo cari io faccio notare due cose:

la prima è che dietro un libro c’è il lavoro editoriale di tante persone e che la scrittrice o lo scrittore prende, quando riesce a prenderle, percentuali ridicole sulle vendite.

La seconda è che negli ultimi mesi il mercato del libro è cambiato e che se vuole può trovare libri anche a tre o quattro euro.

Smettiamola quindi di dire che i libri sono troppo cari. È vero, ci sono libri costosi, soprattutto quelli universitari, ma per questi occorre un discorso a parte. Io mi sento dire che un libro che costa dodici euro è troppo caro. Il mercato del libro è l’unico che viene continuamente attaccato per i prezzi. Non ho mai sentito nessuno dire che un cellulare è troppo caro o lamentarsi se un paio di pantaloni non hanno sconto. Ripeto, i libri costosi esistono ma credo ci sia anche un motivo. È vero che qualche casa editrice, soprattutto quelle legate al mondo universitario, in alcuni casi ci marciano ma, ripeto, dietro un libro c’è un enorme lavoro (e prima o poi parlerò anche della follia del self publishing) che in qualche modo bisogna pagare.

Facciamo attenzione, inoltre, al tranello dello sconto. È tutto un gioco che parte dagli sconti garantiti dall’editore alle grandi catene di librerie, senza il quale, probabilmente, si avrebbe un mercato del libro più equo.

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