Rivista — 23 dicembre 2012

Sembra una lotta tra sacro e profano, tra il diavolo e l’acqua santa; in verità è solo la classifica dei libri norvegese.

Sì, perché una nuova traduzione della Bibbia, pubblicata nell’ottobre del 2011, è stata in testa alle classifiche per 54 settimane. In questo caso, per miracolo, le sfumature sono state battute sul tempo e il libro sacro ha presidiato la posizione più di quanto E.L James sia stata capace di fare con due titoli.

L’opera di traduzione è stata complessa, ma curata; laici, professori, traduttori hanno collaborato affinché il linguaggio fosse chiaro e scorrevole. E l’intento sembra riuscito pienamente, perché i lettori tutti hanno apprezzato.

Le persone dicono: “La Bibbia è importante per noi, per la nostra cultura e per la nostra nazione”.

Anne Veiteberg, direttore del dipartimento editoriale al Norwegian Bible Society, sostiene che la facilità di lettura, quindi la vicinanza con la lingua norvegese moderna sia stata il collante perché non solo i fedeli devono, ma anche gli altri possono apprezzare il libro sacro come si apprezza un classico o una tradizione.

157.000 copie non sono un successo che tende a sfumare.

Share

About Author

scrivendovolo

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.