Senza categoria — 18 novembre 2012

Nel primo episodio della trasposizione cinematografica di Sherlock Holmes diretta da Guy Ritchie, c’è una scena nella quale il detective di Baker Street, interpretato da Robert Downey jr., estrapola, con un composto chimico, l’inchiostro da un foglio di carta abbrustolito per scoprirne il contenuto. Jude Law, che interpreta Watson, gli si rivolge sostenendo si tratti di “acido solfatico”, soluzione chimica che in realtà non esiste.

Quello che esiste davvero però, è una tecnica soprendente, la multispectral imaging (creazione di immagine multispettrale), attraverso la quale è possibile riportare in vita pagine ormai incenerite. La tecnica non è invasiva e consiste nel fotografare i fogli con una macchina speciale, filtrare le immagini attraverso varie lunghezze d’onda, come le luci ultraviolette e infrarosse, infine trattare al computer delicate trame invisibili all’occhio umano. Questa tecnica è già stata impiegata nella decifrazione di alcune pergamene bruciate ritrovate a Ercolano, danneggiate dall’eruzione del 79 d. C., e ora promette di recuperare alcuni testi della biblioteca medievale di Chartres distrutti durante la seconda guerra mondiale. Roba da CSI.

 

Non è finita qui. Le novità per i bibliotecari e gli antiquari riguardano anche un altro nemico della carta: l’acqua. Il loro nuovo alleato si chiama Super Slurper (il “Super Succhiatore”), un composto sintetico a base di amido di mais capace di assorbire un quantitativo di acqua variabile da 2000 a 5000 volte il proprio peso. Il suo utilizzo è stato fin’ora confinato all’applicazione in campo agricolo, per migliorare la capacità di assorbimento dell’acqua da parte di semi in germinazione e radici, ma si sta seriamente pensando si rivalutarlo in chiave “bibliofila”. A differenza delle altre tecniche di assorbimento dell’acqua, Super Slurper è rapido, economico e non danneggia l’inchiostro. Una volta assorbita l’acqua diventa una pasta gelatinosa facilmente asportabile. Le modalità di impiego esatte, però, non sono ancora note perché il prodotto è protetto da segreto aziendale in attesa di essere brevettato.

 

Fonte: Focus http://www.focus.it/scienza/tecnologia/Il_libro_mette_il_pannolino_C12.aspx

 

Share

About Author

scrivendovolo

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.