Curiosità dal web Rivista — 19 gennaio 2014

“La scuola che vorrei”, è un sondaggio realizzato da “Il Fatto Quotidiano”, sulle letture ‘obbligatorie’ che i lettori vorrebbero fossero inserite all’interno dei programmi di studio. Leggendo possiamo notare come ci sia, oltre a una voglia di rinnovamento, anche un bisogno di avere libri di autori contemporanei come testi di studio.

Tra i banchi di scuola infatti, i lettori de “Il Fatto.it” esprimono le proprie preferenze per le opere di Dario Fo e De Andrè, Saviano e Travaglio, ma anche Privo Levi, Pasolini, don Milani, e i più classici Orwell, Galileo e Lorenz. Molti vorrebbero inoltre che, almeno come lettura, ci fosse anche la Costituzione italiana.

“La scuola che vorrei” è un sondaggio ispirato a quello che sta per lanciare anche il ministro Carrozza, cercando di capire cosa gli studenti e i loro genitori vorrebbero che si studiasse a scuola.

Tra gli autori più voluti c’è George Orwell con il suo “1984”, nella speranza che comprendere questo libro serva poi per non far accadere la stessa cosa in un prossimo futuro. A molti piace “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, un romanzo che attraverso una storia ci spiega anche il vero svolgimento del Risorgimento. Già in molte scuole gli studenti leggono il “Principe” di Machiavelli, un libro che mette insieme prosa e politica. Giustamente, molto richiesto è stato anche Primo Levi, in particolare “Se questo è un uomo”, un testo di una bellezza e schiettezza unica, che serve a far capire quanto sia stata drammatica la tragedia dell’Olocausto, e a non farla mai più ripetere.

Molti di questi autori sopra citati sono già presenti nelle scuole, magari con una lettura parziale dei testi; alcuni degli autori proposti dagli studenti invece, non sono mai stati letti, come per esempio Pier Paolo Pasolini, in particolare con gli “Scritti corsari”. Un altro nome è quello di Umberto Eco, grazie a “il nome della Rosa”, che potrebbe essere anch’esso, come lo è “il Gattopardo” per il Risorgimento, un libro che spiega gli eventi del Medioevo.

A scuola i ragazzi studiano anche la poesia, da Foscolo a Leopardi, da Ungaretti a Pascoli, ma ci sono anche nomi nuovi, come Fabrizio De Andrè e Francesco De Gregori.

Per quanto riguarda una cultura più scientifica invece, molti vorrebbero le letture di Galileo Galilei, altri preferiscono invece i testi di Konrad Lorenz, oppure di Richard Dawkins. Sono testi in ogni caso non semplici, che sarebbero adatti soltanto per alcuni tipi di scuola superiore, come un liceo scientifico o classico.

Questo sondaggio mostra come molti vorrebbero che si parlasse più di attualità nelle scuole, perché effettivamente, tranne alcune ore in cui vengono fatti leggere dei quotidiani, gli studenti non sanno molto di cosa accade ai giorni d’oggi nel mondo; ecco che i lettori vorrebbero che introdurre i testi di Roberto Saviano, “Gomorra”, “Zero zero zero”. Alcuni vorrebbero anche alcuni scritti dei giornalisti del Fatto, come Barbacetto, Gomez e Travaglio, autori di “Mani pulite”.

I ragazzi hanno bisogno di nuovi stimoli per studiare, e cambiare e rinnovare certe letture potrebbe fare solo bene. Ovviamente devono restare i grandi classici, Dante e Manzoni, Leopardi e Foscolo, perché sono quei libri che non si può fare a meno di avere nel proprio bagaglio culturale, quelli che anche se a volte sono lunghi e noiosi da leggere, poi in seguito ci si rende conto di quanto sia stato importante leggerli. Molte università citano spesso certi autori o certi testi, portando come esempio alcuni passi, e se li hai già letti, è solo un vantaggio. Alcuni nuovi scrittori però possono essere interessanti per capire meglio il modo d’oggi, e restare sempre aggiornati, perché è ben conoscere il nostro passato, ma è importante sapere anche cosa accade ora. Una scuola con letture del passato, del presente, e perché no, del futuro. I ragazzi potrebbero essere interessati a libri del genere, che riescono a mettere insieme epoche diverse, ed entrambi importanti.

Francesca Macchiarini

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