News Rivista — 23 gennaio 2013

Raccontare notizie provenienti da qualche angolo di mondo fa sempre bene. C’è qualcosa da imparare da ognuna delle storie singolari che provengono da altri climi e da altre culture, ma che ci rendono comunque tutti accomunati dalla passione per il mondo della cultura. E questo basta per far sì che lo spazio non gli venga negato. Abbiamo parlato di recente della diffusione in Cina di un saggio di Tocqueville sul riformismo e l’importanza della democrazia, quasi fosse possibile che grazie ad un libro si riuscisse a compiere il miracolo di traghettare più di un miliardo di anime in un’impostazione statale moderna. Cambiando completamente latitudine cambia anche la storia. In Brasile, altro grande paese in via di sviluppo (non a caso risponde alla prima lettera dell’acronimo BRICS che riunisce le iniziali dei cinque grandi paesi che stanno conquistando la scena mondiale), oltre al progresso economico grazie al quale si spera di riuscire a togliere dalla strada e dalla disperazione milioni di persone, si punta forte anche sulla loro formazione spirituale. “Stiamo pensando al cibo per lo spirito”, ha annunciato il ministro della Cultura Marta Suplicy nel corso di un’intervista alla tv nazionale.

L’intenzione del Governo brasiliano si è tradotta in un’iniziativa che consiste in sostanza in un Buono spesa per la cultura, ribattezzato Vale Cultura. 50 real al mese, cioè 25 dollari che possono essere usati per acquisto di libri, film, dvd e ingressi ai musei.  Il meccanismo funzionerà attraverso una carta elettronica (simile a quella adottata anche in alcune regioni italiane): ai datori di lavori è stata data la possibilità di assegnarla a tutti i dipendenti che guadagnino sino a cinque volte il salario minimo (in sostanza a chi guadagna da 1700 dollari al mese in giù). I datori di lavoro sosterranno il 90% della spesa, ma potranno poi dedurre l’ammontare dalle tasse; a carico del lavoratore resta il 10%.

Non si tratta di cultura a fondo perduto, essendo ad ora circa 17 milioni i lavoratori brasiliani interessati all’iniziativa, per il Governo brasiliano si tratterà di immettere 3,5 miliardi di dollari nel settore culturale per rinvigorirlo e creare presupposti per uno sviluppo parallelo a quello economico.

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