Approfondimenti Rivista — 01 marzo 2013

Le immagini, si sa, hanno una potere fenomenale sulle masse, le sconvolgono e le coinvolgono velocemente e in modo prolungato. Accompagnate dalla voce dei giornalisti nei telegiornali permettono alla gente di avere un quadro completo della notizia, di viverla anche a distanza. Pensate all’importanza della copertina di un libro: ha la responsabilità di rappresentare la storia o chi l’ha scritta, compie il difficile tentativo di attirare il potenziale lettore. Spesso però non basta e, a supportare la trama, i giudizi delle testate giornalistiche e l’immagine di copertina arriva il booktralier.

Arriva dagli Stati Uniti che adoperano questa presentazione virtuale del libro già da tempo, stimolando i lettori con immagini e voci che raccontano il libro nelle sue parti fondamentali. Pensate di entrare in libreria, individuare un titolo che attira la vostra attenzione, prenderlo in mano e vedere attraverso uno smartphone e un codice un breve filmato in cui parole scritte o pronunciate e immagini si susseguono e tentano di convincervi che quella è la storia giusta per voi. Un approccio nuovo al libro che non si è ancora letto, una relazione visiva tra il testo e il lettore. E’ un modo nuovo di vedere l’acquisto soprattutto per chi, entrando in libreria, non chiede aiuto al libraio ma si orienta autonomamente nella scelta, si lascia guidare dall’istinto. Sarà quindi la storia più capace di stimolare la curiosità ad essere premiata e adesso, con il booktrailer la creatività avrà il suo impatto. Negli States il booktrailer mostrato durante la presentazione del libro nasceva negli anni ’90 riscuotendo grandissimo successo nel pubblico che ha risposto con dati incisivi sul mercato. Un esempio di questo processo è “Life of Pi” che venne promosso con il trailer prima della presentazione ufficiale e nel mese dopo raggiunse la bellezza di 10.000 copie vendute. La notizia arrivò in Italia ma per realizzare il progetto ci vollero dieci anni. Nel 2004 “Kiss me, Judas” di Will Christopher Baer uscì accompagnato dal suo booktrailer. L’idea della casa editrice Marsilio ha spronato gli editori facendoli accostare sempre di più all’innovazione. Non si sono fatti pregare troppo infatti quelli di Mondadori che hanno lanciato il loro primo booktrailer con il romanzo “Come Dio comanda”(Niccolò Ammaniti). Da quì l’uso del booktrailer ha coinvolto moltissime case editrici italiane, è entrato ufficialmente a far parte delle strategie di marketing in uso nel nostro paese ed ha anche assunto una valenza creativa ed artistica. Non solo il breve video premia il libro con le vendite, ma dona riconoscenza anche a chi lo crea grazie al concorso indetto l’anno scorso che ha visto “La meccanica del cuoredi Mathias Malzieu (Feltrinelli) vincitore del premio “L’Antonello”. In alcuni paesi degli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Germania e Olanda i booktrailer si possono guardare direttamente in televisione, trasmessi da alcune emittenti televisive e negli spazi multimediali delle librerie. Sembra un’altra pratica inevitabile nell’era dei social network e della crisi. E’ proprio a causa del forte calo nelle vendite che le case editrici, disperate, tentano di sedurre il lettore con espedienti anche inutili. C’era bisogno anche di un video promo per proporre il libro? Non bastano presentazioni, copertine e pagine web?

Si tratta sicuramente di un’idea carina, innovativa, divertente, incuriosirà il lettore ma, a meno che non si tratti di una vera e propria opera d’arte, l’esperienza di visione non sarà poi così entusiasmante.

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