Editoriale News — 05 novembre 2012

Esiste una teoria sociologica, chiamata “teoria del mondo piccolo”, che ha lo scopo di individuare il grado di interconnessione tra le persone.

Embè?”, direte voi. Ora ci arrivo.

Gli studi applicati per lo sviluppo di tale teoria sono così vari che essa può essere applicata in diversi campi, come l’economia, la biologia, o l’informatica.

Arriva al punto!”. Sì, lo so, l’ho presa un po’ troppo larga.

Secondo l’applicazione sociologica di questa teoria esiste una correlazione tra persone sconosciute sintetizzabile in sei gradi diversi.

Spiegati, sto per uscire dal sito!”. In pratica vuol dire che se volessi avere delle informazioni su una persona a me sconosciuta che abita a migliaia di chilometri di distanza, potrei raggiungere il mio obiettivo creando una catena di amici di amici di altri amici lunga almeno sei “steps”.

Ari-embè?”. Ecco, visto che la logica di questa teoria è applicabile a molti campi dello scibile, cosa ne deriverebbe se la applicassi alla letteratura?

Vi ho messi in crisi, èh?

Legando questo discorso all’eterna antitesi letteratura/paraletteratura, ci sarebbe da chiedersi se un lettore che iniziasse a svolgere quest’attività consumando libri di “varia”, diciamo per esempio un libro di cucina di Bendetta Parodi, o un libro di Barbara D’Urso, o l’ultima “fatica letteraria” di Francesco Totti, verrebbe poi ingolosito dalla lettura a tal punto da voler approfondire, un grado alla volta, questa pratica fino a diventare un accanito consumatore di titoli di letteratura (quella vera). Alcuni ritengono che sia davvero rarissimo trovare un lettore che come primo libro abbia scelto di leggere Dostoevskij, ad esempio. Questo perché si inizia a leggere attratti dalla volontà di approfondire qualche curiosità o qualche gossip, o qualche interesse passeggero. Oppure si cerca semplicemente una fonte di svago diversa dallo spettacolo di cabaret in tv o dal cinepanettone. Da lì l’aspirante lettore dovrebbe provare un’estasi così profonda da essere convinto a continuare leggendo libri sempre più impegnativi fino a diventare un lettore forte di letteratura di primo livello.

Premesso che la questione secondo cui una lettrice forte di romanzi Harmony debba essere considerata una lettrice forte di serie B, o anche C o D, sarà approfondita in separata sede, io credo che un processo del genere sia tutt’altro che automatico. È vero che esistono tante persone che si appassionano alla lettura partendo da qualche altra passione, ma è altresì vero che la passione per la lettura è comunque qualcosa di innato, in un certo senso. Si ha dentro, da sempre, in attesa del momento in cui esca fuori, o ci venga tirata fuori.

Una volta “scoperta” la passione per la lettura, è necessario che si sviluppi anche un’educazione ad essa. Il passaggio dalla semplice lettura alla lettura di qualità può avvenire grazie all’istruzione scolastica, all’influenza familiare, al confronto con qualche amico, ma in ogni caso, il lettore non si improvvisa.

Va bene l’intrattenimento, ma su questo portale abbiamo ripetuto più volte, e continueremo a ripeterlo ovunque se ne presenti l’occasione, il lettore è quello che cresce man mano che legge un libro, che si sente arricchito da esso, magari insoddisfatto, ma che non considererà mai la lettura di un libro come “tempo perso”, cosa che invece potrebbe facilmente accadere ad uno pseudo-lettore che, dopo aver letto tutti e cinque (ebbene sì!) i libri di Totti solo perché sfegatato tifoso romanista, reputerebbe qualsiasi cosa non sia una raccolta di barzellette o un manualetto satirico su Roma come un peso inutile.

Per far avvicinare un non lettore a questa pratica è sì necessario che venga posto di fronte a titoli non troppo impegnativi e potenzialmente stimolanti, per non rendere la prima esperienza così traumatica dal renderla anche l’ultima, ma il cammino che si intraprende deve comunque partire da titoli che guidino verso altri più interessanti e altri più interessanti ancora, finché, come quando si impara ad andare in bici, non si è in grado di discernere da soli un libro che può arricchire da uno che può far ridere, un libro che insegni a cucinare da uno che aiuti a formare il proprio animo.

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