Approfondimenti Rivista — 02 febbraio 2013

È previsto per il prossimo Sundance Film Festival – il festival del cinema indipendente dell’omonimo istituto cinematografico – il debutto del film -documentario sul programma Google Books, diretto dal regista Ben Lewis. Posto al centro della pellicola,spogliato da ogni tentativo di mascherare i reali interessi dei creatori di Google con un falso intento culturale, la brama inarrestabile dell’uomo di conquistare una posizione di predominio economico. Completo di tutti i sogni, i dilemmi e i pericoli del web, “Google and the World Brain” è la storia del progetto più ambizioso mai concepito su internet.

 

Non vi è nessun reale ostacolo alla creazione di un registro efficiente di tutta la conoscenza umana- delle idee e delle realizzazioni- alla creazione di una memoria mondiale completa, per tutta l’umanità”. Con queste parole, lo scrittore britannico, maestro della fantascienza, H. G. Wells, aveva predetto, nel 1937, la creazione del World Brain, il “Cervello del Mondo”: si tratta di un’istituzione globale, in grado di comprendere tutti i libri esistenti – tutta la conoscenza umana – e accessibile a chiunque, ovunque e in qualsiasi momento. All’epoca, si credeva che a rendere possibile un progetto di tale portata sarebbe stato il microfilm; oggi, a distanza di circa 70 anni, si mostra, a caratteri cubitali, sui monitor del Grande Schermo, il nome di quello che sarebbe potuto essere il creatore di una nuova forma di intelligenza superiore: Google.

 

L’azienda creatrice del sito più visitato al mondo, dotata dell’energia, la tecnologia e i fondi necessari, sarebbe stata l’unica capace di realizzare il progetto più grande al mondo: il suo programma di scansione libri Google Books – con 20 milioni di volumi digitalizzati – sarebbe stato vicinissimo dal concretizzare la profezia di Wells. Tuttavia, qualcosa è andato storto.

 

La sua storia ha inizio nel 2002, quando Google ha iniziato a eseguire la scansione di milioni di libri, nel tentativo di creare una gigantesca biblioteca globale. Tuttavia, la digitalizzazione di circa la metà del totale dei libri scansionati – 10 milioni – ha provocato la violazione del diritto d’autore: gli scrittori di tutto il mondo hanno lanciato così una campagna per fermare Google che, culminata in un tribunale di New York nel 2011, ha posto fine agli obiettivi auspicati dal colosso di internet. Dopo la proposta della parziale soluzione, nota come Google Book Search Settlement – che, in sostanza, avrebbe consentito la creazione della più grande attività commerciale esistente – il progetto originale è stato abbandonato. “Google, di fatto, avrebbe potuto tenere in ostaggio il mondo”, afferma nel film Pamela Samuelson, professore alla U.C. Berkeley.

 

Nel 2009 il giudice Denny Chin ha definitivamente governato contro di essa. Perso ogni appoggio, l’apirante creatore del World Brain ha dovuto rinunciare alla concretizzazione della profezia di Wells. Tuttavia, la vicenda di cui si è fatto protagonista ha affascinato il mondo e, dopo Sundace Film Festival, probabilmente, continuerà a farlo per molto tempo ancora.

 

Nel suo film-documentario, Lewis esplora le profonde contraddizioni di un progetto che, almeno sullo schermo, avrebbe potuto beneficiare il pianeta, ma che in concreto, ha svelato la competizione degli uomini che l’uno contro l’altro lottano per la conquista e la vittoria. “Google and the World Brain” non è soltanto la sintesi del progetto più grande mai concepito su internet. Esso è la storia degli interessi e delle ambizioni umane, dell’innata disposizione ad accettare i propri limiti solo per cercare di superarli. Di promesse infrante e sogni irrealizzati. È la storia di come l’uomo crea i propri mostri e poi li distrugga.

 

 

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