News Rivista — 15 gennaio 2014

Certe notizie fanno oscillare la nostra reazione tra il più sincero compiacimento e il sorriso che si ha verso un pesce d’aprile, o comunque qualcosa di buffo. Gli annunciati sgravi fiscali per i libri, come da decreto legge “Destinazione Italia” del 13 dicembre scorso, desta in noi una certa diffidenza. Non perché non sarebbe giusto che esistesse una realtà legislativa del genere, per carità. Anzi, sarebbe difficile trovare qualcuno in disaccordo, vuoi perché acquirente, vuoi per principio, vuoi perché deve comprare dei libri per i figli che vanno a scuola… Ad ogni modo, pare che la notizia non sia una delle tante bufale che girano su internet, anche perché i dettagli riportati non danno adito a interpretazioni ludiche. La disposizione, molto dettagliata, parla esplicitamente di “misure per favorire la diffusione della lettura” che varranno almeno fino al 2016, anno entro il quale si potrà rivendicare la detrazione con la dichiarazione dei redditi. Si è finalmente capito che il Paese non vive solo di agevolazioni alla Fiat.

Certo, conoscendo il pregresso italiano, sperare che si avveri una proposta del genere ci fa sentire come se ci sedessimo ad aspettare un’eclissi di marte. Poche settimane fa avemmo da scrivere sulla pessima preparazione in italiano di ministri e deputati. Tuttavia, possiamo accettare che persino dal loro pulpito si possa essere sensibili al problema della diffusione della lettura e (forse ancor di più) delle difficoltà degli esercizi librari. La modalità indicata, per ora, è quella di chiedere la fattura per potere avere alla fine dell’anno solare uno sgravio del 19% “per un importo massimo di duemila euro, mille per libri scolastici e mille per altri generi. Per chi compra cinquanta libri l’anno si arriverebbe a un rimborso di duecento euro”. Per ora, tutto questo riguarderebbe solo i libri cartacei e non gli e-book su cui continua a gravare un’IVA del 21% per motivi probabilmente lobbystici da cui i settori della cultura farebbero meglio a tenersi elegantemente fuori. Se non altro, tre soli giorni dopo il decreto, il ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato ha annunciato che si penserà presto anche a una riduzione drastica dell’IVA per l’editoria elettronica. Insomma pare proprio si voglia fare sul serio.

C’è però, prevedibilmente, qualcosa di molto italiano in tutto ciò: nessuno ne sa nulla. Più che comprensibile il fatto che il commesso di libreria non sappia di questo – è il caso di dirlo – fantascientifico futuro… Comprensibile anche che ancora non sia stato specificato come catalogare tra libro di studi o di svago un romanzo fatto comprare agli studenti da un’insegnante come per esempio “I promessi sposi”… Meno comprensibile è invece che dell’intera cosa sia stata tenuta all’oscuro l’ALI, Associazione Librari Italiani, che attendono pazientemente qualche conferma dal ministero. A pensarci bene, pur non trattandosi di una bufala internettiana, potrebbe essere una bufala ministeriale. Ma come si dice, l’entusiasmo e la speranza ci spingono a volerci credere, e ci accomodiamo volentieri in prima fila ad attendere la prima eclissi di marte.

Giovanni Modica

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