Curiosità dal web Rivista — 28 agosto 2013

Il mercato del libro in Italia non è saturo, di più! In Italia ci sono praticamente più scrittori che contribuenti (se fosse il contrario l’evasione fiscale sarebbe estinta), e scegliere un libro tra quelli prodotti non è propriamente la cosa più semplice del mondo. C’è chi si affida alle recensioni, chi ai social network, chi al passaparola. Ma forse, qualche consiglio di lettura da parte di una penna di prestigio della scrittura italiana non è poi un cattivo inizio.

Su IlGiornale.it, dieci scrittori consigliano dieci titoli da non perdere:

GAETANO CAPPELLI, in libreria con Romanzo irresistibile della mia vita vera raccontata fin quasi negli ultimi e più straordinari sviluppi (Marsilio).
Mancarsi di Diego De Silva (Einaudi) è una piccola, sofisticata commedia sentimentale. Due personaggi fatti, a loro insaputa, l’uno per l’altra. Lei, sfinita da un matrimonio senza linfa, lui vedovo fin troppo consolabile dopo la morte della terribile moglie. Amano le stesse cose, le stesse musiche, gli stessi posti, lo stesso bar. De Silva ce ne racconta le vite con ironia e uno stile mai così elegante.

GIANLUIGI RICUPERATI, in libreria con La produzione di meraviglia (Mondadori).
Un romanzo straordinario è Capital, di John Lanchester, tradotto in Italia con Pepys Road (Mondadori). Perché è a Pepys Road, Londra, strada del nuovo lusso immobiliare, che si svolgono le vicende di fragile ricchezza e compulsiva ambizione sociale raccontate con potenza ed equilibrio. Lanchester ha esteso il dominio del “racconto architettonico” dal condominio di La vita, istruzioni per l’uso di Georges Perec all’unità di quartiere.

RAUL MONTANARI, in libreria con Il tempo dell’innocenza (BCD).
Una posizione scomoda di Francesco Muzzopappa (Fazi) è la storia di un giovane sceneggiatore partito con ambizioni artistiche e finito a lavorare ai film porno. Il suo precario equilibrio si rompe il giorno in cui arriva la beffa involontaria: ha vinto un premio importantissimo al Festival Porno di Cannes. Da qui, si dipanano le sue avventure. Il motivo per leggerlo è semplice: è uno dei pochissimi libri italiani veramente comici, concepito con una scrittura meridionale moderna. Non si ride di testa, non si tratta di ironia: si scoppia a ridere, di pancia.

ANDREA DI CONSOLI, in libreria con La collera (Rizzoli).
Salvo Carne da demolizione di Fabio Forma (Gaffi), perché sono un viscerale e questo romanzo autobiografico racconta l’Italia profonda. Protagonista un ragazzo sardo che è andato a studiare a Milano e poi torna a Borore, vicino Macomer, dove il padre ha un mattatoio. Emergono il cinismo, la ferocia, la solidarietà spappolata di questo paese. Meglio osservare la vita vera in un mattatoio a Macomer che seguire per forza gli scrittori globalizzati.

TERESA CIABATTI, in libreria con Il mio paradiso è deserto (Rizzoli).
Remì muto dalla nascita, Ione mondana, ciarliera. Remì un tempo povero, oggi ricco campione di poker, Ione un tempo ricchissima, oggi col conto bloccato a causa dell’arresto del padre famoso chirurgo. Remì che ha inseguito Ione per tutta la vita. La produzione di meraviglia di Gianluigi Ricuperati (Mondadori) è la rivincita dell’immagine sul linguaggio verbale.

FABIO GENOVESI, in libreria con Esche vive (Mondadori)
Ti volevo dire di Daniele Bresciani è il romanzo della comunicazione impossibile. Tra una figlia che per un trauma smette di parlare e un padre morto che è la causa del trauma. Al tempo stesso è un romanzo che mi ha commosso, non solo sulla relazione tra genitori e figli, ma tra tutte le persone che vivrebbero meglio se aprissero bocca, invece di vivere le vite degli altri solo quando sono andati via.

GIUSEPPE LUPO, in libreria con I viaggiatori di nuvole (Marsilio).
Torna in Val di Susa un ex-SS con sua nipote. Lui, accusato ingiustamente di un eccidio, era stato salvato dai partigiani dalla nonna di un forestale, che si innamorerà della ragazza. Così la storia di due famiglie si salda dopo mezzo secolo. È imperdibile, La casa delle castagne di Sergio Pent (Barbera).

GRAZIA VERASANI, in libreria con Accordi minori (Gallucci).
Notturno, di Helen Humphreys (Playground), autrice di cui ho letto tutto – il capolavoro è Cani selvaggi – narra la perdita del fratello, pianista geniale, per un tumore. Il racconto in prima persona della sua vita di scrittrice, i viaggi, i cani, i rimandi tra musica e letteratura, l’excursus nella malattia, sono di lirismo asciutto e commozione rarefatta.

MAURO COVACICH, in libreria con L’esperimento (Einaudi)
Il libro di Valerio Magrelli, Geologia di un padre (Einaudi), vale come restituzione di una distanza, quella tra padre e figlio, condizione unica per qualsiasi prossimità che non sia scontata, o peggio, banalmente genetica. Non genealogia dunque, ma geologia, restituendo alla figura del padre l’aura mitica e insieme la sua temporalità minerale. I primi due capitoli basterebbero per la carriera di uno scrittore, ma Valerio Magrelli prosegue col suo ritmo nervoso, fino all’ultima pagina.

LAURA PARIANI, in libreria con Il piatto dell’angelo (Giunti)
Imperdibili forse no, ma libri belli, che mi hanno lasciato qualcosa sono Nove storie storiche (Saggiatore) racconti intimisti di Cesare De Marchi tutti ambientati a Genova in varie epoche, notevoli per psicologia e scrittura. Fa riflettere invece su come dal nulla si diventi personaggio Lui è tornato, Timur Vermes (Bompiani), Hitler si risveglia nel 2011 a Berlino e ritenta la scalata al potere.

Share

About Author

scrivendovolo

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.