Approfondimenti Rivista — 11 dicembre 2012

Quante volte riconoscersi distende le preoccupazioni, quante volte assopiti da un trattamento familiare ci convinciamo della genuinità, quante volte mantenendo la stessa corrente ci assicuriamo l’arrivo?

Le persone si illudono di scegliere quando non c’è nulla di più obbligato di una scelta prudente. Ogni giorno, in ogni semplice gesto, in ogni semplice ricerca c’è una nostra convinzione dietro che disegna una mappa in cui la partenza e l’arrivo coincidono.

Quando discutiamo le differenze mantenendoci al contempo su una base condivisa, stiamo lavorando per raggiungere la comprensione.

David Weinberger in “L’elogio del disordine” sostiene che nella maggior parte delle nostre conversazioni cerchiamo la comprensione ignorando la conoscenza.

Lo stesso processo si innesca quando riceviamo delle informazioni attraverso i media; per sostenere di averle capite realmente cerchiamo l’elaborazione del giornale o del sito web che rispecchia le nostre ideologie. Attraverso l’attuazione dei medesimi parametri creiamo un ordine basato sulla comprensione e non sulla conoscenza.

Internet è il luogo dove cerchiamo le notizie filtrate attraverso le preferenze, così nella nostra “cassa di risonanza” estremizziamo le idee.

Aprire la propria mente agli altri significa sperimentare quei sistemi che non hanno nulla di cadenzato o ripetuto che ci possa far credere di tornare dove abbiamo iniziato. Incontrando la diversità capiamo l’irriducibilità dell’essere in un’unica denominazione.

Oggi più che mai però possiamo parlare di conoscenza condivisa che viene delineandosi grazie a siti come Wikipedia. Ognuno di noi qui potrebbe dare un contributo per comporre un testo informativo, così non siamo soggetti passivi, ma assolutamente attivi e impegnati a produrre, confrontare, comprendere e quindi conoscere le varie materie.

Naturalmente da questo esempio potrebbero scaturire argomenti legati all’autorità, alla verità e all’affidabilità delle fonti. Ora però cerchiamo di rimanere legati alla diversità delle informazioni che generano la conoscenza.

D. Weinberger ha firmato un articolo apparso sul Corriere della sera il 25 Novembre 2012, e ha citato un sito, Reddit, in cui i partecipanti possono inserire dei link ai post precedenti che verranno votati, condivisi e discussi dal resto della community. E’ un avvio alla nuova forma di giornalismo denominata “IAmA” (I am a, io sono un) in cui chiunque può commentare o parlare di eventi o argomenti in cui ha ricoperto un ruolo specifico o semplicemente perché vuole confrontarsi.

E’ molto difficile avere sempre una visione corretta degli accadimenti, ma anche della conoscenza in generale. Mostrare i punti di indecisione, i possibili collegamenti, le varie opinioni esistenti è un modo per ragionare e finalmente poter toccare una realtà che troppo spesso è stata impietrita su un foglio di carta.

Probabilmente molti di noi saranno come il Mago di Oz:

Al Mago di Oz nn bastava dire la verità: doveva dirla con voce stentorea, facendola emergere da un’immagine amplificata del suo volto, in una sala abbastanza grande da intimidire anche il più coraggioso dei leoni. Di fronte alla scelta tra verità e autorità, il Mago avrebbe probabilmente scelto quest’ultima”. (WEINBERGER 2010)

Altri invece vorranno rincorrere una sensazione, una domanda che non si placa, conoscere una storia che non sminuisca l’evento per la sua stasi momentanea.

Le cose che stanno dietro non lo sono per minore importanza, ma semplicemente perché sono venute prima e in qualunque modo tu decida di arrivarci questo non ti impedirà di percepirne l’esistenza.

La ricerca non torna dov’era, ma si affida a una diversità che non esclude nemmeno una delle sue fattezze.

La scelta sarà vera solo con mille possibilità davanti; la conoscenza sarà vera solo guardando i mille puntini fuori la linea dell’ordine. 

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