Approfondimenti Rivista — 01 settembre 2013

Andiamo tutti alla ricerca del libro perfetto, la storia che ci rispecchi un po’ e ce ci faccia sentire parte di qualcosa di più grande. Allora ci agitiamo tra gli scaffali delle librerie, qualche volta ci fermiamo ai primi titoli, siamo curiosi delle nuove uscite e ci fidiamo delle classifiche. Alcuni più coraggiosi si addentrano nella giungla dei titoli perduti sperimentando nomi nuovi e trame coinvolgenti. Oppure ci affidiamo al nostro scrittore di fiducia, l’autore che siamo sicuri non ci deluderà mai , quello che sa cosa stiamo cercando. Dopo aver scelto la prossima porta per il mondo dei sogni mascherata da copertina siamo così curiosi di trovare la chiave per aprirla che lo apriamo subito e leggiamo le prime frasi quasi come fossero una combinazione, è così piacevole abbandonarsi all’istinto curioso di scoprire la novità. Immaginate quindi di essere appena usciti dalla libreria di un centro commerciale e di essere talmente curiosi di sapere cosa ha da dirvi il tizio che ha scritto quel libro che decidete di sedervi su quella panchina, proprio nel mezzo del corridoio dove mariti impazienti aspettano mogli con troppe buste in mano.

Le persone sfrecciano affrettate davanti a voi, brani diversi suonano in ogni negozio, qualcuno li fischietta, altri parlano al telefono con un interlocutore dall’identità deducibile dal discorso. Cercate di restare sulle righe e di capire il significato della frase che state leggendo eppure le parole sembrano muoversi allo stesso ritmo frenetico della gente intenta a svuotare il portafogli. Non preoccupatevi, non è il libro ad essere sbagliato ma il luogo in cui avete deciso di leggerlo. La stessa cura che mettiamo nella scelta del romanzo, la stessa attenzione andrebbe dedicata anche alla scelta del luogo che ci ospita per la lettura, ma come per il gusto personale verso i generi letterari o gli autori anche in questo caso non ci sono regole. Tutto si basa sul proprio livello di attenzione e di concentrazione, sulle abitudini, sulla sopportazione del rumore oppure del silenzio. Sicuramente il posto in cui leggiamo più spesso è la nostra casa, ci accontentiamo della scrivania dello studio mentre lo schermo scuro del computer ci distrae per qualche attimo a più riprese. Il divano è così comodo e morbido, sedendoci sulla morbida pelle sappiamo già che prima di girare pagina ci saremo già addentrati nel più dolce dei sogni. Se abbiamo a disposizione un terrazzo, un po’ di sole e un ombrellone ampio possiamo ritenerci soddisfatti. Leggere all’aperto, come ad esempio in spiaggia è molto più semplice perché i suoni che abbiamo intorno non somigliano per niente ai rumori degli affollati locali pubblici, il vento o il mare non distoglieranno la nostra attenzione dalle pagine, anzi renderanno la lettura più piacevole. Se fuori piove siete fortunati, la maggior parte dei lettori adorano leggere a casa accanto alla finestra su cui la pioggia picchietta piacevolmente. Se si tratta di un violento temporale vi conviene leggere un horror o qualsiasi libro diventerà drammatico. Molti, anzi moltissimi leggono a letto sotto le coperte in tarda serata, chi è molto impegnato durante la giornata prima di andare a dormire dedica qualche ora alla lettura che in questo caso rappresenta un momento di relax dalla frenesia del giorno. credo che soltanto gli studenti siano in grado di leggere quaderni interi sull’autobus, ma in quel caso non si tratta di lettura di piacere, piuttosto del ripasso frenetico per la prima ora. Se siete in viaggio in treno o in auto vi sconsiglio la lettura a meno che non abbiate uno stomaco forte; se invece siete su un aereo ed avete paura del volo assicuratevi di aver portato con voi un libro: vi distrarrà da qualsiasi vuoto d’aria e perturbazione. La biblioteca rimane uno dei posti più adatti, la “fortezza” del lettore tradizionale che ama il silenzio e vede nella lettura un momento di raccoglimento , una sorta di meditazione in cui contempla il mistero di quella storia.

Gaia Schiavetti

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