Approfondimenti Rivista — 06 dicembre 2012

E’ una parola nobile, la parola politica. O almeno così dovrebbe essere, pensando al suo significato originario. Dal greco politikà, essa deve la sua prima definizione ad Aristotele, grande filosofo del IV secolo a.C. Etimologicamente “gli affari che riguardano una città”, il termine politica indicava l’arte di amministrare una comunità costituita in vista di un bene comune e della felicità dei singoli cittadini. Per questo Aristotele aggiunge che “l’uomo è un animale politico” con la conseguenza che chi non vive nella comunità politica, per natura e non per caso, è evidentemente o inferiore o superiore all’uomo, è un dio o una bestia. Per lui, la politica allude a un’organizzazione orizzontale del potere dove tutti i cittadini, idealmente, governano o sono governati a turno, in stretta connessione con la felicità umana che si raggiunge in una specifica comunità, la polis appunto.

Oggi la politica è tutto, ma non l’arte di amministrare in vista di un bene comune. E se anche vorrebbe esserlo, non lo è. Prevale l’interesse personale, a dispetto di quello collettivo. I cittadini preferiscono prendere le distanze da quel mondo divenuto sinonimo di corruzione, ingiustizie, promesse non mantenute. E i giovani? Tocca a noi cambiare il mondo, prendere in mano la nostra vita e fare al meglio ciò che facciamo. In breve: vivere da protagonisti.

A chi nel 2013 vive il battessimo elettorale Davide Mattiello dedica il suo pamphlet da poco pubblicato da Add Editore e intitolato 95. Auguri Ragazzi! Costruisce una mappa per non smarrirsi e offre uno strumento utile per sapersi orientare: lo spirito critico capace di unire i puntini disseminati dalla storia. Sullo sfondo un’esigenza: ritrovare l’amore per l’impegno che permetta di costruire un mondo migliore. Non basta dare per la prima volta la propria preferenza in una cabina elettorale, perché oggi serve altro: attenzione, curiosità e voglia di cambiare le cose. “95” è un libro per i diciottenni di oggi e per chi con loro lavora, vive e continua a crescere ogni giorno.

Altra novità editoriale è Moralizzare la politica? Revault D’Allones, ordinario di Filosofia morale e politica Oltralpe,  nel libretto svelto ed efficace edito da Book time, si chiede:  “Che cos’è dunque che contamina la politica, che esige per questo una  logica e dispositivi di epurazione, di purificazione, di  disinfestazione?”. E qualche pagina più avanti aggiunge: “La politica  non è la morale, ma non è indipendente dalla morale. Non la si può  ridurre alla morale né da questa affrancarla completamente. In primo  luogo perché i fini che le sono propri e che riguardano la comunità non  sono immuni da valutazioni, così come non lo sono i mezzi utilizzati per  la loro realizzazione: c’è una dimensione normativa della politica,  legata in modo particolare al fatto che essa comporta il riconoscimento  reciproco degli essere umani”.

Non basta andare in piazza, per farsi sentire. Non servono scioperi, manifestazioni, occupazioni. Servono giovani protagonisti col desiderio di rintracciare il significato più originario della parola politica e sulle orme di Aristotele divenire cittadini consapevoli e impegnati. 

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