Approfondimenti Rivista — 19 febbraio 2013

Gli esperti scrivono “self-publishing”, gli italofoni leggono “editoria-fai-da-te”. Ormai lo sappiamo, si tratta del meccanismo attraverso il quale scrittori, o aspiranti tali, procedono con la pubblicazione della propria opera letteraria, senza avvalersi dell’intermediazione di un editore. La moda nasce diversi anni fa; tuttavia, il suo successo viene consacrato solo nel 2011, quando negli Stati Uniti scoppia il primo caso clamoroso, firmato John Locke. Per misurare la portata del fenomeno, basta considerare che l’ex assicuratore e immobiliarista in pensione, nel giugno di due anni fa, arrivò a vendere sino a 800 copie al giorno, abbattendo il tetto del milione di ebook distribuiti su Amazon. Caso analogo è quello di Amanda Hocking, scrittrice statunitense. Di giorno impegnata in una casa di riposo, la sera autrice di paranormal romance e young adult, la Hocking nell’aprile del 2010 ha iniziato ad autopubblicare i suoi romanzi come e-book, raggiungendo, agli inizi del 2011, una media di 9000 copie vendute al giorno. L’esempio più recente ha invece per protagonista un pediatra originario dell’Andalusia, Bruno Nievas: il dottore, per 12 mesi, a fine giornata, spogliato del camice da medico e armatosi di carta e penna, si è dedicato alla redazione di un romanzo di fantascienza, dal titolo “Realidad Aumentada”, pubblicato da un editore solo dopo che 42 mila persone lo aveva scaricato e commentato.

In Italia, il fenomeno è stato conosciuto con qualche anno di ritardo rispetto agli States; tuttavia, le 40 mila opere andate in stampa finora senza un editore mostrano come, anche nel Bel Paese, stia crescendo una generazione di scrittori che si affida alla Rete per emergere dall’anonimato.

Allo sviluppo delle autoedizioni si è accompagnato un corrispondente sviluppo delle società di servizi: sebbene sia una -Lulu.com- la piattaforma online più famosa a livello mondiale, il mercato è oggi conteso da diverse iniziative concorrenti, tra cui Ilmiolibro.it, CreateSpace e Narcissus. La selezione degli autori, poi, da parte di tali siti internet, sulla base della loro reputazione in Rete senza revisione del testo, ha comportato la necessità di corsi per imparare a pubblicare, promuovere, distribuire e vendere in modo autonomo un’opera letteraria. Per fare un esempio, il primo febbraio è stato dato il via alle lezioni della Bye Bye book Academy, organizzate ad Empoli dal Self Publishing Lab, una comunità di scrittori e lettori che, pur non essendo contraria all’editoria tradizionale, crede nel libro democratico.

“Il problema principale – spiega Giovanni Peresson, responsabile dell’ ufficio statistiche dell’ Associazione italiana editori – è che nei libri fai-da-te non c’ è alcuna garanzia di qualità: prendiamo i saggi, può essere pubblicata qualsiasi cosa senza che a monte vi sia stato un controllo sulle fonti, sui fatti o sulle note”.

Sì, il problema principale del self-publishing è la mancanza di controlli e di qualsiasi criterio di correzione. Ne consegue che diventano sempre più alte le possibilità di trovarsi di fronte a un prodotto qualitativamente scadente o contenente informazioni totalmente o parzialmente errate. Tuttavia, non è il solo. “Questa massa di scritture che arrivano in maniera indiscriminata – ha affermato Sandro Ferri, direttore editoriale di E/O – rischia di creare confusione. Dove non c’è il filtro del libraio e dell’editore, che curano i testi e conferiscono a essi una definizione, si rischia di arrivare a una sovraproduzione da cui il lettore può venire solo che sopraffatto. Inoltre colossi come Amazon, sfruttando questo meccanismo, si fanno portavoce di una pericolosa demagogia, quella dell’abbattimento dei costi tramite internet. Il ruolo dell’editore è indispensabile: in mezzo a migliaia di proposte, legge e seleziona i lavori che sono davvero meritevoli”.

D’altra parte, è indubbio che il self-publishing sia investito di un potere straordinario, la capacità di favorire l’uscita dal circuito ristretto rappresentato dall’editoria tradizionale.

Share

About Author

scrivendovolo

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.