le interviste Rivista — 22 marzo 2013

Non ricordo come o quando sono venuta in contatto con Edizioni XII. Forse fu a causa di Daniele Bonfanti o di Danilo Arona. Di sicuro mi innamorai della scelta dei testi, delle splendide copertine, dell’originalità che distingueva questa casa editrice in un panorama uniformato e uniforme. Eppure, o forse proprio per questo, Edizioni XII non esiste più. Ha chiuso battenti proprio nell’anno che più avrebbe dovuto appartenerle, il 2012. Vi starete chiedendo che senso ha parlare di una realtà editoriale che ha cessato l’attività e questo dimostra solo che non avete mai letto quei libri, assaporato quegli autori, ammirato quelle copertine. Perché una realtà editoriale ha senso se lascia un segno e io credo che tutti coloro che, a vario titolo, sono entrati in contatto con il team di Edizioni XII, siano usciti arricchiti dall’esperienza. Di sicuro, noi che abbiamo letto i loro libri, li custodiamo gelosamente e con questa intervista cercheremo di spiegare il perché.

Esimi intervistati, presentatevi brevemente.

Luigi Acerbi, co-fondatore e Direttore Collana Eclissi;

David Riva, Direttore Editoriale;

Fabrizio Vercelli, Responsabile Distribuzione e Ufficio Stampa.

Presenti!

 

Come e quando nasce Edizioni XII?

 

[Luigi] Edizioni XII nasce nel 2007, dall’incontro di un gruppo di autori e appassionati di scrittura il cui desiderio era quello di pubblicare libri belli. Belli per cura, qualità e aspetto.

Con il tempo e il proseguire dei progetti, in XII è nata una vera e propria fucina letteraria, dove tramite il reciproco confronto gli autori hanno potuto crescere e migliorare le proprie capacità. Accanto a questi si sono aggiunti diversi nomi già consolidati, come Danilo Arona, Samuel Marolla, Nicola Lombardi, Riccardo Coltri e altri, che hanno creduto nel progetto e nel suo sviluppo.

 

Il piano editoriale è stato elaborato fin da subito oppure è cresciuto insieme all’esperienza del team?

 

[David] Il piano editoriale veniva stabilito da un anno con l’altro, durante una turbolenta riunione di Redazione che di solito si teneva il mese di settembre. In quella lunga giornata si faceva il punto dei progetti in corso per l’anno successivo, delle operazioni di scouting e dei contatti con gli autori affermati per un’eventuale pubblicazione. È stato in questi momenti che persone come Fabrizio Vercelli uscivano con idee del tipo “potremmo pubblicare un titolo di Brian Keene, saremmo i primi in Italia”, come poi abbiamo fatto con I vermi conquistatori. Allo stesso modo venivano resi noti i futuri progetti della Camera Oscura, che ha poi generato le gemme di Archetipi e Carnevale, a cui avrebbero fatto seguito altri titoli ancora più strutturati.

 

Qual è stato il momento di maggior successo e visibilità per la casa editrice?

 

[Fabrizio] Direi il 2011. In quell’anno abbiamo registrato una crescita notevole in termini di vendite e di seguito da parte dei lettori, grazie soprattutto al successo del già citato I vermi conquistatori e della divertente campagna di lancio di Malapunta, di Morgan Perdinka.

 

A fronte di questo, cosa non ha funzionato?

 

[David] Credo il modello non-imprenditoriale di XII. Abbiamo sempre perseguito una linea editoriale non piegata alle esigenze commerciali, pur mantenendo un aperto dialogo con lettori e mercato, rimanendo sempre coerenti con le idee che hanno fatto di XII un marchio di prestigio e riconoscibile soprattutto per la qualità dei suoi prodotti. Le necessità della casa editrice, quindi, sono cresciute con il tempo, fino a giungere a un punto in cui la mole di lavoro era enorme e le tempistiche limitate. L’arruolamento di collaboratori e la distribuzione degli incarichi non hanno garantito la continuità con quanto fino ad allora costruito, e XII avrebbe rischiato di divenire altro-da-sé. Abbiamo quindi preferito interrompere il progetto piuttosto che trasformarlo in qualcosa di non più riconoscibile.

 

Crisi economica, certo, ma anche scarsità di attenzione da parte dei lettori?

 

[Fabrizio] La crisi economica ha inciso in maniera molto limitata, nel nostro caso. Certo, nel 2012 c’è stata una forte contrazione di vendite che ha colpito tutto il settore, ma per noi non è stata influente, in quanto i progetti che avevamo in corso d’opera erano già coperti da un budget assegnato, per cui non avremmo avuto difficoltà ad affrontare l’annata.

[Luigi] Analogamente, i lettori legati alla nostra nicchia si sono sempre dimostrati molto fedeli e attenti a noi, e il progresso, seppur limitato dalle difficoltà di rimanere entro un cono di visibilità mediatica, era comunque in costante sviluppo.

 

Avete scelto generi (horror, weird, noir, fantascienza) che in Italia non vanno per la maggiore. È stato uno dei problemi?

 

[David] La scelta di stare in una nicchia ben precisa di mercato ha fin da subito mostrato di essere la migliore cosa che potessimo fare. Abbiamo avuto la possibilità di raggiungere un pubblico ben identificato, aperto alle novità, molto attento e fedele.

I riscontri che abbiamo avuto sono sempre stati molto positivi e siamo lieti di aver prodotto libri che piacevano ai lettori verso cui erano indirizzati.

 

Quali sono i difetti più macroscopici del lettore medio italico?

 

[Luigi] Il lettore italico è prima di tutto una specie in via di estinzione, per cui va trattato con molta cura.

[Fabrizio] Battute a parte, l’unico vero difetto che mi sento di evidenziare è che i lettori italiani non sono in genere molto aperti alle piccole realtà. La tendenza è sempre quella di andare dietro ai titoli di grido, specie se pubblicati da grosse case editrici. Manca la voglia di rischiare, di avvicinarsi a un prodotto che può andare oltre gli schemi mentali autoimposti – leggi “preferenze di genere” – o, peggio, decisi da un marketing accecante e assordante.

 

Quali scelte ritenete avrebbero consentito a Edizioni XII di sopravvivere?

 

[David] Direi nessuna. Il dibattito all’interno della Redazione è stato lungo e consapevole delle responsabilità legate a eventuali nuovi scenari: nessuno di questi avrebbe assicurato la sopravvivenza di XII per come era.

 

Rimpianti, pentimenti, maledizioni assortite?

 

[Fabrizio] Lavorare in Edizioni XII è stato per ciascuno di noi un’esperienza gratificante, divertente, illuminante ma anche totalizzante. Abbiamo imparato molto in questi anni, e il bagaglio di esperienza e di contatti che abbiamo accumulato ci ha permesso di guardare avanti e costruire altri progetti, sostenibili e altrettanto ambiziosi.

In sostanza, nessun rimpianto.

 

Dov’è confluita l’esperienza di Edizioni XII?

 

[Fabrizio] Le iniziative che avevamo sul nostro forum, come USAM e Minuti Contati, hanno trovato casa in altre piattaforme, mentre dal punto di vista editoriale buona parte dei componenti della Redazione di Edizioni XII è confluita in Mezzotints Ebook, realtà che stava germinando proprio mentre il progetto XII chiudeva i battenti. Infine, l’inconfondibile stile di Diramazioni, i nostri illustratori, sta adornando sempre più copertine in uscita, a cominciare da Storie di Confine, a cura dell’Associazione Terre di Confine.

 

Dedicateci, una ciascuno, una citazione che vi sta a cuore.

 

[David] Abbiamo guardato nell’Abisso, e non potevamo tacere ciò che abbiamo visto.

 

[Luigi] L’universo […] si compone d’un numero indefinito, e forse infinito, di gallerie esagonali, con vasti pozzi di ventilazione nel mezzo, bordati di basse ringhiere.

 

[Fabrizio] Non ha senso essere adulti se non si può essere infantili ogni tanto.

 

Grazie a tutti.

 

Grazie a te.

 

di Laura Costantini

 

Queste sono alcune copertine della loro splendida produzione:

 

melodia-cover-small_1malapuntai vermi conquistatori

 

 

 

Share

About Author

scrivendovolo

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.