News Rivista — 16 maggio 2013

“Canto l’armi e l’eroe, che primo dai lidi di Troia, profugo a causa del destino, giunse in Italia alle spiagge di Lavinio, vessato alquanto attraverso terre e in aperto mare da ira divina…”

Così recitano i primi versi del poema epico del filosofo e poeta latino Virgilio, l’Eneide, considerato la prima perla della letteratura occidentale. L’opera, del primo secolo a.C., rimasta, alla morte del poeta, priva degli ultimi ritocchi e di revisione, doveva, secondo le volontà testamentarie dell’autore, essere bruciata; tuttavia, l’imperatore Ottaviano Augusto, opponendosi personalmente, ne ordinò la pubblicazione. Recentemente, è stato scoperto un esemplare della sua seconda edizione a stampa, del 1470, comprendente anche le Bucoliche e le Georgiche, una raccolta di dieci egloghe di argomento pastorale, le prime, un poema epico-didascalico in diametri, le altre. L’eccezionale copia sarà battuta all’asta da Christie’s a Londra il prossimo 12 giugno, in occasione di una vendita interamente dedicata ai manoscritti e ai libri rari, con una stima che oscilla tra 500.000 e 800.000 sterline. Tale esemplare è stampato su costosa pergamena per un ricco mecenate e l’eleganza delle pagine, decorate con dipinti a mano, fanno somigliare il libro a un manoscritto rinascimentale. La sua rarità è suggerita dal fatto che l’ultima copia delle opere di Virgilio stampate nel 1470 fu venduta quasi un secolo fa, nel 1920.


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