Curiosità dal web Rivista — 12 settembre 2013

Vedere più di ciò che appare è la forma d’arte più sublime. Per riuscirci non occorrono menti geniali; basterebbe guardare il mondo con gli occhi dei bambini, imparare a esplorare la realtà a modo loro: camminare sospinti dal proprio intuito, tenendo per mano solo l’immaginazione. D’altra parte, i maestri del ready-made lo insegnano: un oggetto non è mai soltanto un oggetto. Forse qualcuno ricorderà “Rue de bicyclette”di Marcel Duchamp, la ruota di bicicletta imperniata su uno sgabello e innalzata ad opera d’arte, o la latrina capovolta dallo stesso autore e intitolata “Fontana”. L’arte, in fondo, è proprio questo: trasformare ciò che è dato in qualcosa di nuovo e irripetibile e restituire alle cose tante vite quante sono le persone che con esse si confrontano. Se gli abitanti di Acquaviva delle Fonti si siano ispirati ai dadaisti quando hanno avuto l’idea di fare di un frigorifero una mini-libreria non è cosa nota; tuttavia, i principi guida sono esattamente gli stessi. Trarre dalla quotidianità oggetti lontani dal sentimentalismo e dall’affezione e fare di essi un’opera d’arte.

FrigoBook (1)FrigoBook (2)

Anzi, in questo caso, bisognerebbe parlare di “contenitore di opere d’arte”. Sì, perché gli acquavivesi -così si chiamano i cittadini del comune in provincia di Bari- non hanno creato prodotti artistici fine a se stessi; hanno creato mini-librerie gratuite poste nei principali punti di snodo della città. Delle frigo-book, per la precisione. Dopo aver recuperato da una discarica elettrodomestici dismessi, i partecipanti all’iniziativa li hanno ripuliti e resi idonei alla finalità; i prodotti così ottenuti sono stati artisticamente lavorati da due talenti locali, Ang e Stefano Capozzo, e disseminati in città. I primi libri sono stati donati dalla biblioteca comunale; per gli altri si intende seguire il principio dello book sharing, un sistema di condivisione pubblica di libri, un modo per far circolare liberamente e gratuitamente la cultura. Le regole cui tutti i partecipanti devono attenersi sono otto: è possibile prendere i libri contenuti per una pausa di lettura all’aperto; prenderne in prestito uno alla volta; regalare i propri libri; occorre registrare i libri donati e quelli presi in prestito nell’apposito quaderno; rimettere i libri al loro posto; avere cura dei libri maneggiati; chiudere sempre lo sportello (ogni tanto piove!); impegnarsi a vigilare, per evitare atti vandalici.

Vedere più di ciò che appare non è semplice. Bisognerebbe tornare a quando si era bambini, quando la spontaneità e l’assenza di schemi e preconcetti permetteva di produrre esiti inaspettati; ma se ci riuscite, se riuscite a vedere più di ciò che appare, il risultato è straordinario. 

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