Approfondimenti Rivista — 07 febbraio 2013

Fin da bambini tutti coltiviamo e nutriamo dei sogni, grandi o piccoli che siano. Purtroppo molti di questi sogni verranno persi per strada, altri vedranno appena l’alba della realizzazione, ma ce ne sono alcuni che invece, come per magia, diverranno realtà.

A proposito di sogni che diventano realtà, vorremo raccontarvi oggi la storia di Gaia Coltorti, che a soli 21 anni, vive il suo esordio come scrittrice. È infatti arrivato in libreria, da pochi giorni, il suo debutto letterario “Le affinità alchemiche”, edito da Mondadori. Un esordio tra i più attesi del 2013 che promette molto bene, avendo già venduto i diritti del romanzo in otto Paesi, oltre l’Italia. L’autrice 21enne nata a Jesi, ma vive attualmente a Roma, dove studia Lingue e letterature straniere, ha scritto a 17 anni la storia d’amore tra il tranquillo Giovanni e la provocante Selvaggia. La prima bozza del manoscritto ha vinto il concorso letterario Pagine Nuove, che dopo quattro anni e vari intoppi burocratici diventa finalmente il romanzo attuale. La trama racconta una storia d’amore, ma non una qualsiasi. La giovane autrice si lancia in una storia dai tratti forti e laceranti, un amore impossibile che metterà a dura prova i protagonisti. I due ragazzi infatti, molto diversi tra di loro e subito inebriati l’uno dall’altra, scopriranno ben presto di essere gemelli. Un turbolento divorzio li ha divisi fin da piccoli, confinandoli in due città diverse, Genova e Verona. È proprio quest’ultima che fa da sfondo alla loro incestuosa storia d’amore. Come non pensare ad un piccolo omaggio a Romeo e Giulietta?

In una recente intervista ad Affari italiani, l’autrice dice di essere molto serena, di non montarsi la testa e di essere felice di dedicare questi anni allo studio: “Il caso ha voluto che entrassi presto nel mondo letterario, e che lo scoprissi con tranquillità. Nel mio piccolo, vivo in modo sereno le novità e le sorprese che questa esperienza sta rivelando”. Una mosca bianca, in un tempo in cui emergere diventa sempre più difficile. Tuttavia la semplicità e la solarità di Gaia ci insegnano che non serve ostentare stravaganza per farsi notare. Alla domanda se abbia letto la trilogia-fenomeno letterario delle “Cinquanta sfumature” risponde con un semplice no, spiegando che per motivi di studio, e anche di preferenza personale, è orientata verso altri tipi di letteratura. I classici sono tra i suoi preferiti, dai quali ha attinto molti spunti per la redazione del suo romanzo: “Letture come Shakespeare, John Ford, ma anche Musil e Dumas, e poi Hawtorne e Conrad e Coleridge, sono state imprescindibili per modulazioni se vogliamo ‘auliche’; per quanto riguarda, invece, un linguaggio più moderno, fresco, e anche pop, sono stati importanti il Carver della raccolta ‘Cattedrale’, Hemingway, Bulgakov, il Thomas Christopher Greene di ‘Invidiosa luna’, oltreché il Brizzi di ‘Jack Frusciante è uscito dal gruppo’”.

La domanda non le è stata posta durante l’intervista, ma sono certa che se le chiedessimo cosa consiglia ai giovani aspiranti scrittori, risponderebbe con candore e semplicità di non accelerare i tempi, di studiare e leggere ciò che si preferisce, cercando un po’ di noi stessi in quelle pagine e attingendo nuove ispirazioni da esse. Citando il suo libro: “Quel che noi credevamo l’amore perfetto, senza una via d’uscita diventa un’ossessione destinata al peggio, lo sai?”. Lo stesso discorso vale per la realizzazione di un sogno, non occorre ossessionarsi e rincorrere futili ideali. A volte la soluzione è la più semplice, essere se stessi e forgiare un proprio stile, senza ostentare estrose personalità. Forse non è una regola universale, ma a volte funziona, e Gaia ne è la prova.  

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