News Rivista — 06 settembre 2013

Ci dispiace, è il nostro lavoro”, si sarà certamente sentito dire Gianfranco, un 67enne di Roncadelle in provincia di Brescia. La storia di Gianfranco è una di quelle tipiche dell’Italia della crisi, talmente all’ordine del giorno che ormai non fanno quasi più notizia. Il simpatico anziano dal viso sorridente è un pensionato come tanti, 550 euro al mese percepiti dall’INPS e una fisiologica incapacità ad arrivare dignitosamente alla fine del mese. E allora Gianfranco, anziché chiedere elemosina, parte ogni mattina, zaino in spalla, alle 6:55 si reca in Corso Palestro, si piazza nel suo metro e mezzo di marciapiede e dispone con cura qualche libro selezionato tra gli scaffali di casa.

In silenzio, attende un sorriso da un passante, e magari un’offerta libera per acquistare uno dei suoi volumi.

L’anziano racconta: “Con quello che prendo, al netto dell’affitto e delle bollette, posso permettermi solo un pasto al giorno, che il mio Comune mi offre a 6 euro e mezzo. Ma negli ultimi mesi ho perso 15 chili e avrei bisogno di riempire lo stomaco un po’ più spesso.”

Eppure Gianfranco non ha voglia di perdere anche qualcosa di molto prezioso, la dignità, e aggiunge: “Non è facile chiedere aiuto, ma un’offerta libera per uno di questi libri mi pare più dignitoso che allungare la mano per chiedere alla gente una moneta. Io non avvicino nessuno. Chi vuole si ferma e se è interessato mi offre quel che può.

Oltre al fatto che in pochi, pochissimi, si fermano per degnare di uno sguardo i libri sul marciapiede, Gianfranco, una settimana fa, ha attirato l’attenzione di 9 agenti della polizia municipale che, dopo aver ascoltato brevemente le ragioni dell’anziano, gli hanno compilato una multa da 160 euro per occupazione di suolo pubblico.

Una beffa.

Inaccettabile.

Una storia simbolo di un Paese incapace di riconoscere esigenze, sentimenti di solidarietà, di comprensione e d’aiuto. Gianfranco si trova in una posizione scomoda anche in virtù di alcune mancanze istituzionali, poiché ad ogni cittadino deve essere assicurata una vita dignitosa, mentre la forza pubblica espressione di quelle stesse istituzioni non si fa scrupoli per affossarne la buona volontà e la purezza d’animo.

I concittadini di Gianfranco non sono rimasti con le mani in mano, però. E dove l’istituzione non arriva, spesso è la gente comune che si adopera per sopperire a delle carenze che hanno del vergognoso.

Dopo le polemiche sollevate dalla cittadinanza, l’anziano ha ottenuto un’autorizzazione rilasciata dall’ufficio marketing del Comune di Brescia, grazie alla quale può tornare  ad esporre i volumi, venduti in cambio di un’offerta libera.
Il permesso è stato ottenuto dopo che Gianfranco si è associato alla onlus “Amici del Calabrone”, che ha appoggiato la richiesta di occupazione di suolo pubblico.
In orari determinati e in luoghi prestabiliti, dunque, il pensionato bresciano può tornare con il suo mercatino ambulante di libri.
L’autorizzazione prevede che Gianfranco possa esporre la mercanzia in corso Palestro il sabato dalle 14 alle 20, mercoledì e giovedì invece in via IV Novembre dalle 8,30 alle 19 e venerdì e sabato in piazza Mercato dalle 8,30 alle 19. Poi il permesso dovrà essere rinnovato periodicamente.

Non è di solo spread che vive uno Stato, ma anche di rispetto, solidarietà e vicinanza tra i membri di una stessa comunità…

 

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