le interviste Rivista — 04 marzo 2014

“Non ho mai amato scrivere. Quando leggo quelle biografie in cui l’autore dice di se stesso: «Scrivo fin da quando ero bambino. A otto anni ho scritto i miei primi racconti e non ho mai smesso di scrivere..» mi prende un pizzico d’invidia”, scrive Morena Fanti sul suo blog Solo io e il silenzio. Da allora, la scrittrice ha pubblicato tre libri di successo, La centesima finestra, Orfana di mia figlia e Un uomo mi ha chiamata tesoro, e gestisce un personalissimo blog in cui raccoglie i suoi “appunti disordinati”…

– Come ha avuto inizio la sua esperienza con la scrittura?

Il desiderio di scrivere è nato all’improvviso, in età adulta; durante gli anni della scuola, fino alle Superiori, ho sempre faticato su temi e prove scritte in cui non sapevo mai di cosa ‘parlare’.
Ho iniziato studiando e leggendo libri sulla scrittura. Ho fatto tentativi e ho cercato di migliorarmi. Cosa che cerco tuttora.

 

– Cosa vuol dire scrivere? O meglio, qual è il fine della scrittura?

La scrittura deve comunicare qualcosa: un’idea, una visione. Attraverso una storia si può raccontare altro. Ma, soprattutto, la scrittura deve mostrare una faccia della realtà che prima non conoscevamo.

 

– Quali pensa siano le cause della diminuzione di lettori in Italia?

Non so se è vera questa storia. Forse sono calate le vendite di libri, e di questo le cause sono molteplici, dai prezzi assurdi che hanno certi volumi, all’editoria che pubblica chiunque purché sia ‘noto’: non si vende più un libro, ma un personaggio. Io stessa non compro, ora, molti libri, ma ne leggo tanti perché frequento le biblioteche. E leggo molto in digitale.

 

– Web: causa o possibile soluzione all’attuale crisi dell’editoria?

Il web favorisce la conoscenza, la divulgazione, ed è quindi un ottimo strumento anche per gli editori.
La ‘crisi dell’editoria’ ha ben altri motivi.
Gli editori dovrebbero rivalutare la qualità. E osare: è comodo affidarsi a un nome già conosciuto. Il vero editore era abituato al rischio, sapeva puntare e scommettere, e spesso vinceva. All’epoca Calvino scoprì Sciascia. Oggi, uno scrittore come Calvino (che comunque non abbiamo), non sono certa spingerebbe il Sciascia della situazione.

 

– Cosa pensa del self-publishing?

Ogni bene, ma con riserva. È un mezzo che io stessa ho usato e quindi sono favorevole. Bisogna valutare il mezzo e capire se è ciò che fa per noi.

 

– Come ha avuto inizio il suo percorso da blogger? Quali crede siano le potenzialità dei blog letterari?

Ho iniziato il primo blog, nel 2003, per il piacere di scrivere insieme a un amico poeta, Carlo Bramanti. Inoltre, il mezzo mi incuriosiva. Per un certo periodo, dal 2004 al 2007, ho avuto fino a sei blog contemporaneamente e scrivevo in tutti con diversi registri. Oggi scrivo solo sul mio blog ufficiale: http://morenafanti.wordpress.com

I blog letterari hanno enormi potenzialità. Per un lungo periodo ho partecipato a un litblog collettivo, Viadellebelledonne, e ho notato il seguito che possono generare. Un blog letterario con molto seguito può anche formare il gusto dei propri lettori e suscitare interesse per i libri che propone.

 

– Ci sono degli strumenti di cui lo scrittore dispone per promuovere e incentivare la pratica della lettura?

Per favorire la lettura bisogna incuriosire e occorre puntare sulla qualità. Anche la scrittura in un blog dovrebbe essere di qualità: solo così si può creare un seguito di lettori affezionati.

 

– Cosa consiglia a chi intende intraprendere la strada della scrittura?

Di praticarla. Il vero consiglio è scrivere, scrivere, scrivere. “Leggere” è ovvio, ma quello deve venire molto prima. Però è la pratica che ci aiuta a migliorare. La teoria non si applica all’atto dello scrivere.

 

– Ci sono delle letture che non possono assolutamente mancare nel repertorio del “buon lettore”?

Sì, e sono le “letture varie”. Per chi vuole scrivere, è d’obbligo una conoscenza varia della scrittura: si deve leggere di tutto, dai classici ai contemporanei, si devono fare buone letture e anche letture meno buone. A volte insegnano di più, facendo notare cosa dobbiamo evitare. Il brutto insegna.

 

– Ha progetti in cantiere?

Ho appena (auto)pubblicato un libro di racconti, Un uomo mi ha chiamata Tesoro, e ora mi sto dedicando alla promozione e alle presentazioni. Ho tre romanzi iniziati e abbandonati. Sto cercando di capire quale sia la storia che preme di più.

 

Alessandra Flamini

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