Approfondimenti Rivista — 19 giugno 2013

Leggere è viaggiare, visitare con la mente luoghi sconosciuti, ma allora perché il prezzo da pagare per una tale meraviglia deve essere una cosa tanto orribile come la distruzione dell’ambiente?

È con questo interrogativo che voglio iniziare perché, da grande appassionata di libri quale sono, non posso concepire che siano il frutto di un’azione tanto deplorevole come la deforestazione.

Quelle foreste sono nostre alleate perché:

  1. purificano l’aria e prevengono l’erosione del suolo;
  2. riforniscono e preservano i bacini idrici;
  3.  aiutano a combattere l’effetto serra assorbendo grandi quantità di carbonio.

Per salvare le foreste è necessario usare la carta riciclata, prodotta dalla raccolta differenziata i cui vantaggi sono notevoli:

  1. non abbatte gli alberi,
  2. risparmia sul consumo di energia e acqua,
  3. riduce emissioni CO2.

Sono queste le ragioni che mi spingono ad appoggiare la causa di Greenpeace che, protagonista alla Fiera internazionale del libro di Torino, ha cercato di sensibilizzare i lettori sul delicato tema della deforestazione, distribuendo questionari e diffondendo la classifica Salvaforeste.

Nonostante ancora ci siano editori che si rifiutano di usare la carta riciclata, dai primi sondaggi è emerso che i lettori non hanno alcun problema a leggere su fogli di secondo utilizzo.

La classifica Salvaforeste, lanciata a Maggio 2010, è il principale strumento per far conoscere il progetto “amici della foresta” all’editoria e incentivarla a cambiare le proprie produzioni verso la sostenibilità.

Allora mi chiedo: perché continuare ad accanirsi sul nostro ecosistema deturpando la natura?

Grandi nomi dell’editoria, come Giunti e Mondadori, hanno iniziato a convertirsi alla carta riciclata. Questa è la dimostrazione che produrre libri di qualità, rispettando l’ambiente, oggi è possibile.

Riflettete!

Leggere è un’azione incantevole, non rendiamola vergognosa.

 

Susanna Pultrone

 

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